L'Eni conquista il Congo col metodo Mattei

bPOINTE NOIRE (CONGO). /bbEni apre un nuovo fronte strategico in Africa e si avvia verso un forte aumento delle riserve globali del gruppo. L'accordo siglato con la Repubblica del Congo riguarda lo sfruttamento di un'area di 1.800 km quadrati ricca di oli non convenzionali in sabbie bituminose. Una prima esplorazione, effettuata su soli 100 km quadrati, ha permesso di stimare riserve recuperabili da un minimo di 500 milioni di barili fino a un massimo di 2,5 miliardi di barili.BR /b Basti pensare che le riserve totali attuali (tra gas e petrolio) del ‘Cane a sei zampe' sono a quota 7 miliardi di barili. «Un accordo straordinario» per l'ad Paolo Scaroni, frutto di «un approccio Matteiano che consiste nel mettersi dalla parte del Paese produttore», nella scia della tradizione inaugurata da Enrico Mattei, mitico fondatore della multinazionale italiana. «Qui siamo riusciti a mettere in pratica al 100% questo approccio», ha spiegato Scaroni, «seguendo il filo conduttore dello sviluppo sostenibile e consapevoli del fatto che il petrolio non ci appartiene; è dei Paesi dove operiamo». E cosi il n.1 e molti dirigenti di Eni Congo sono congolesi. «Senza questo atteggiamento non saremmo mai riusciti a ottenere l'ingresso nella sabbie bituminose». Concretamente, l'approccio ‘matteiano' comprende anche la realizzazione di una centrale elettrica da 450 MW (Scaroni ha posato la prima pietra, col presidente del Congo, Denis Sassou Ngusso) che coprirà l'80% del fabbisogno del Paese e un progetto-olio di palma che darà lavoro a 10 mila persone, per l'alimentazione ma anche la produzione di biodiesel. Si aggiunge un piano di assistenza sanitaria all'infanzia da 8,5 milioni di euro. Dal punto di vista tecnico, gli oli non convenzionali sono considerati difficili, ma sono diventati ambiti con l'impennata del petrolio che ha reso conveniente il loro sfruttamento. Eni ha già fatto ingresso nella sabbie bituminose del Venezuela, a febbraio, e ora si assicura quelle del Congo. «Eravamo interessati agli oli non convenzionali», ha detto Scaroni, «e avevamo preso in considerazione le sabbie del Canada». Ma i primi studi, «ci fanno pensare che l'estrazione in Congo possa avvenire a un costo inferiore rispetto al Canada e al Venezuela». L'avvio della produzione nel 2011 con qualche migliaio di barili per salire a 40 mila al giorno nel 2014. Nel 2008-2011, Eni investirà in Congo 3 miliardi di dollari.BR