Da Vasto a Pescocostanzo con tre Gpm
bLa tappa di oggi. /bNon c'è un metro di pianura nella tappa di oggi, la Vasto-Pescocostanzo di 180 km. che finisce in rampa. Tappa abruzzese in toto, non fosse per un'escursione molisana in provincia d'Isernia. Si termina sulle rampe della Maiella, ma prima ci sono ben tre Gran premi della montagna da superare, tra cui il Macerone e Rionero Sannitico. Fuoco alle polveri nell'ultima parte. Di Luca gioca in casa, ma piace a molti.BR bGiallo sul rosa. /bGiallo all'improvviso: perchè il computer ha dato la maglia rosa a Giovanni Visconti e non a Russ. I tempi dei due sono gli stessi, identici. E allora corri a vedere le clausole. Il secondo criterio con il quale viene assegnata la maglia è quello dei migliori piazzamenti nelle tappe precedenti. E da questo punto di vista Visconti è inattaccabile.BR bLupi. /bTarda serata a Potenza, ennesima trasferta, l'albergo è sopra una montagna dove i lupi non ci sono, ma i cinghiali si. Piove a dirotto, dietro una curva i nostri fari illuminano un motociclista fermo a bordo strada. Ha in mano una prenotazione tanto fradicia da essere illeggibile. Cerca l'albergo. «Seguici», diciamo. Lo fa e arriviamo. E' una staffetta del Giro. Un altro che la corsa se la fa davvero sotto pioggia e vento.BR bRistorante inutile. /bVicino all'arrivo occupa un notevole spazio un angolo accoglienza per Vip bardato di gran lusso. Eternamente vuoto, ma con tutta la roba apparecchiata come ci dovesse essere il cocktail per il matrimonio di un re. Energie sprecate, spazio sprecato. Il tutto in nome di un'imitazione del Tour. Prenotare due traghetti per non farci fare la fila di due ore a Messina, questa è roba da Tour. E una volta la faceva anche il Giro.BR (a.f.)