Gambolò chiede strade e servizi

bGAMBOLO'. /bbDicendo «no» al campo nomadi la giunta appena insediata del neo-sindaco Elena Nai sapeva di andare sul sicuro. Sondando le opinioni dei gambolesi che ieri affollavano l'area del mercato, nessuno si è detto favorevole al progetto che la precedente amministrazione aveva programmato per dare una sistemazione più adeguata ai nomadi insediati sul territorio comunale. L'unanimità di pareri si infrange, invece, sul modo di utilizzare il «tesoretto» di 250mila euro che era destinato alla realizzazione del campo e che ora è a disposizione per altri interventi. Il sindaco Nai ha parlato, tra l'altro, di sistemazione delle strade. I concittadini mettono in campo anche altre ipotesi (centri anziani, spazi per i giovani, sostegno alle associazioni) rivelando i problemi di un paese diventato città. Una crisi di crescita che richiede il potenziamento di servizi giudicati ormai inadeguati in una comunità lanciata verso il traguardo dei 10mila abitanti.BR /b A lato della strada per Vigevano si apre la zona di nuovi insediamenti. Via Vignate e il suo villaggio Nord con costruzioni ispirate allo stile bretone. Moderne, ma lontane dal centro e in una sorta di terra di nessuno tra Vigevano e Gambolò. «Premesso che condivido la scelta di non realizzare il campo nomadi - esordisce bFlavio Pistarino/b, 76 anni, pensionato - se il Comune ha dei fondi a disposizione potrebbe utilizzarli per completare l'urbanizzazione e i collegamenti con le zone di nuovi insediamenti». La sistemazione delle strade è un'altra urgenza. Nelle vie che portano fuori città si notano strisce di asfalto sconnesso che fanno a pugni con l'elegante porfido del centro. «Fa bene il Comune a migliorare le strade se ha soldi a disposizione - dice bVito Trovato/b, 62 anni - e magari pensare anche ai giardinetti per dare alla gente la possibilità di sedersi in pace su una panchina. Il campo nomadi? Il rischio di questi progetti è che vengono fatti per 40 persone e poi ne arrivano 400».BR Parlando di collegamenti viabilistici c'è anche chi pensa alle strade che portano alle frazioni attraverso quella che una volta era davvero tutta campagna. «Le strade che portano alle frazioni Remondò e Garbana sono strette - afferma bKatia Bassi/b, 39 anni, casalinga - e andrebbero sistemate. Quindi anche l'idea di impiegare i fondi per la viabilità va condivisa. Ma io ho un bambino e, come tante altre mamme, sarei contenta se fossero sistemati anche i giardini o fosse realizzato un parco-giochi. La zona del castello potrebbe essere riqualificata anche con spazi adatti ai più piccoli». Il castello è uno dei fiori all'occhiello di Gambolò. Il centro del centro, in una zona di pregio storico e architettonico. Circondato da alberi, ha di fronte una fila di parcheggi. «Ma vanno bene anche i posti auto - sostiene una ragazza originaria del Sud, ma residente a Gambolò da qualche anno - perchè in città non ce ne sono molti. Si possono fare più spazi verdi senza ridurre i parcheggi». Le esigenze dei cittadini sono misurate alla zona di residenza, ma anche alla fascia di età. «I fondi potrebbero essere destinati alla realizzazione di un centro anziani - afferma bLiliana Biroli/b, 75 anni -. A Gambolò qualcosa c'è, ma sarebbe bello avere più strutture o più iniziative, non solo per farci divertire, ma anche per momenti istruttivi e ricreativi». «Sono d'accordo con chi dice che andrebbero migliorati i giardinetti - le fa eco bArnaldo Gennaro/b, 74 anni - ma ci sarebbero tante cose da fare. Penso anche a noi anziani. Non bastano i circoli, i bar o qualche iniziativa occasionale». Una pensionata pensa però anche ai nipotini: «Non sono d'accordo con chi tratta male i nomadi, specialmente i bambini. Ma non ero d'accordo con il progetto del campo. Se ci sono soldi a disposizione devono essere spesi per opere utili a tutti e non per i Rom. Si potrebbero creare strutture per i bambini, occasioni di incontro e di gioco perchè non tutti frequentano l'oratorio».BR Il discorso di Gambolò come città in crisi di crescita torna pensando alla fognatura e al depuratore. «Il depuratore risale a 40 anni fa, all'epoca del sindaco Rozza - dice un nonno mentre spinge la carrozzina del nipote -. E' un servizio ormai inadeguato, come la rete fognaria, però si paga».BR