Olevano ha paura dei rom
bOLEVANO. /b«Il bimbo che vale 500 euro, che storia allucinante. Ma il mio nome non lo dico: dei romeni abbiamo paura. Qualcuno sarà anche bravo, sicuramente. Ma meglio non provocarli». In tutto il paese, la storia del piccolo coi 'genitori" arrestati perché l'hanno comprato s'è saputa in un attimo. Ma i vicini parlano solo anonimamente. «Da quella casa va e viene gente sempre diversa: fanno i poveri, poi hanno i macchinoni». Sono rumorosi «soprattutto la domenica, quando si trovano con altri connazionali, e fanno festa». Lavorano? «Sarà: ma gli uomini sono sempre in giro a bimblanare. Poi, non sorvegliano bene i figli: a mezzogiorno invece di mangiare, li vedi seduti sulla porta a fare i compiti, o quel che è». Avranno davvero comprato un bambino? «Lo stabilirà il magistrato. Comunque, son cose che fanno anche gli italiani». Senza dare per forza la colpa ai romeni che si moltiplicano, Olevano una volta «era un paradiso agreste. Adesso dormo con la pistola sul comodino». Mario Zanardi, 68 anni, si è trasferito 53 anni fa in Lomellina da Brescia. Con la moglie bielorussa ha aperto un negozio di alimentari, a piano terra della sua villetta di fianco alla farmacia, sempre in via Vittorio Emanuele. Poche decine di metri, e inizia la campagna. «Esagero a dormire armato? Hanno tentato varie volte di entrarmi in casa. Hanno rubato anche dal parroco. Come si fa a star tranquilli?» Stessa musica per Giovanni Broglia, 68 anni, rappresentante di gioielli. «I furti non si contano in paese. E pochi giorni fa, hanno rapinato anche la farmacia». Un bandito solitario è scappato a piedi con 700 euro, estorti minacciando la farmacista con un cacciavite. «Ripensandoci, mi ricordo che l'ho visto andare avanti e indietro sulla via, a vedere che aria tirava», spiega Zanardi. Dice la sua anche Roberto Spairano, sindaco di Olevano da quattro anni eletto con una lista civica, tesserato Pd. «Non entro nel merito della vicenda. Però sul bene di un bambino non devono decidere i singoli, ma la legge». A Olevano - che ha un solo vigile, utilizzato anche come messo, e autista di scuolabus - c'è una comunità romena in continuo aumento, conferma. «Anche perchè c'è una comunità di accoglienza con sei alloggi, gestita da privati, con un grande ricambio di ospiti». Negli anni, ha fatto da catalizzatore per l'arrivo di altri stranieri. E ancora, tante case diroccate sono state occupate o affittate, «taglieggiando gli inquilini. E poi, alcuni stranieri hanno valori diversi dai nostri. Spesso gli uomini non lavorano: per cavarsela, sembrano normali metodi poco ortodossi. E mandare a scuola i bambini non è prioritario». A chi è molto povero, «tutti gli italiani sembrano ricchi. Ed entrano nel mirino». (a.m.)BR