Ion, muratore e saldatore

bMORTARA. /bb «Per quanto ne so, non ha mai dato problemi. Se le accuse sono vere lo deciderà il giudice». Giancarlo Sommi è il datore di lavoro di Ion Lucan. Imprenditore molto noto in zona, insieme ai figli gestisce la Aboneco srl, specializzata in bonifiche ambientali, con sede a Mortara in via Cicconi. Delle attività di famiglia - 120 dipendenti in totale - fa parte anche la Partner Industria srl, con sede a Valle Lomellina. E' specializzata in saldature industrali: «Ion diceva di lavorare spesso all'inceneritore di Parona», spiegano i parenti dell'operaio romeno arrestato.BR /b Mercoledi mattina Ion non si è presentato al lavoro, senza avvertire i colleghi. Solo nel pomeriggio «mi hanno informato di quel che era successo», dice Giancarlo Sommi. Il romeno accusato di aver 'comprato" un figlio era conosciuto - a Olevano e in ditta - come un tipo tranquillo, quasi taciturno. «Veniva qui qualche volta a prendere un caffè. Mai con la moglie però», dice Rino Bazzano, titolare del bar Garden di via Vittorio Emanuele. «Ion, o Giovanni come lo chiamano in paese, era sempre da solo. Sapevo che volevano figli, ma non arrivavano - spiega - Per un po' non l'ho visto più: è ricomparso qualche mese fa». In Romania lavorava - quando poteva - da muratore, secondo i parenti. Che raccontano una storia sentita mille volte: in patria non c'è lavoro, si fa la fame. Per questo anche Mariana e Ion sono arrivati in Italia, dove già c'erano parenti e amici.BR Scegliendo Olevano, appunto, grazioso borgo a pochi chilometri da Mortara: due chiese, qualche bar, il Comune, il museo contadino. Risaie e una gran pace intorno, almeno in apparenza.BR Da qualche anno, è un punto di riferimento per i romeni in Lomellina. Dove Ion Lucan ha trovato lavoro come saldatore, guadagnando abbastanza per mantenere sé e la moglie. Hanno comprato un rustico da ristrutturare, facendo forse un passo più lungo della gamba.BR Intanto, si sono trasferiti a Mortara. Comunque una vita serena, senza mai avere guai con la legge. A Olevano sono ricomparsi insieme al piccolo Ionuz. E Mariana si vedeva in giro spingendo la carrozzina. A qualcuno un dubbio è venuto. «Ma cosa importa in fondo? - commenta una vicina di casa, Caterina Manenti, 91 anni - . L'importante è una cosa sola: che il bambino stesse bene». (a.m.)BR