La commissione del Csm: «La Forleo via da Milano»

bROMA./b Deve andare via da Milano il gip Clementina Forleo. E' la conclusione alla quale è giunta la prima commissione del Csm che ha perciò chiesto a stretta maggioranza il trasferimento di ufficio per incompatibilità ambientale. A favore del trasferimento d'ufficio si sono espressi i consiglieri Fabio Roia (Unicost), Letizia Vacca (Pdc) e Gianfranco Anedda (An); si sono astenuti i consiglieri Livio Pepino (Magistratura democratica) e Mario Fresa (Movimento per la giustizia). Mentre si è espresso per l'archiviazione il presidente della Commissione, Antonio Patrono. La procedura di trasferimento d'ufficio era stata aperta nei confronti di Forleo dal dicembre scorso. Due le accuse principali: aver creato allarme nella pubblica opinione per aver denunciato intimidazioni da parte di organi istituzionali rimaste prive di riscontri; aver interferito nell'attività della procura di Milano impegnata nella delicata inchiesta sulle scalate bancarie. Tra una ventina di giorni o al massimo tra un mese arriverà la decisione definitiva. Per ora i numeri sono sfavorevoli alla Forleo: se infatti in plenum si riproponessero gli stessi schieramenti che ci sono stati in Commissione, il trasferimento sarebbe inevitabile. Ai magistrati in tirocinio, ricevuti al Quirinale, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha raccomandato innanzitutto di «non cedere ai protagonismi e alle esposizioni mediatiche e di accostarsi al processo con coraggio e umiltà, ponendo attenzione al rispetto delle parti e dei loro diritti. Il presidente ha inoltre inviatato i nuovi magistrati «ad una adeguata preparazione preventiva del singolo caso sottoposto al giudizio in modo che il processo possa svolgersi, come deve, in un clima di serietà, dignità e riservatezza, com'è necessario».BR