Il Tar dà torto al consigliere

bTORRE BERETTI./bb Il Tar ha respinto il ricorso presentato dall'ex consigliere comunale di minoranza Luca Visentin, dichiarato decaduto per aver disertato tre sedute consecutive del consiglio comunale. La sentenza, resa pubblica nei giorni scorsi, fa esultare il sindaco Fabio Lambri (Lega Nord): «Abbiamo vinto tutte le cause, civili penali e amministrative, in cui eravamo coinvolti. Questo vorrà significare qualcosa». Da parte sua, Luca Visentin, già consigliere del gruppo /bPer la rinascitab, commenta: «Attendo di leggere la motivazione della sentenza del Tar prima di esprimermi».BR /b La vicenda risale agli anni 2006 e 2007. Visentin, componente del gruppo di minoranza Per la rinascita (centrosinistra) non partecipa a tre sedute consiliari consecutive. Appellandosi allo statuto comunale, il sindaco Lambri propone la decadenza di Visentin sostenendo che la sua giustificazione non è da ritenersi valida. La maggioranza di centrodestra Onestà e tradizione, dunque, vota compatta la decadenza di Visentin, che sui banchi della minoranza sarà sostituito da Diego Badini. «Io avevo depositato in municipio la giustificazione dopo la terza assenza, che però la giunta non ha voluto recepire - spiega oggi l'ex consigliere -. Si trattava di un documento che giustificava le mie assenze in modo retroattivo: secondo la prassi, si poteva giustificare l'assenza di volta in volta oppure portare un documento cumulativo dopo la terza assenza. Ma la maggioranza ha preferito espellermi su proposta del sindaco». Cosi oggi il gruppo Per la rinascita è composto da Cristiano Galaschi, Giuseppe Musacchia, Giuseppe Rotundo e Diego Badini. Il sindaco Lambri è categorico. «Il Tar ci ha dato ragione e questo deve bastare - afferma il primo cittadino -. Negli ultimi anni il nostro Comune è stato coinvolto, come attore o come convenuto, in molte cause di varia natura ed è sempre uscito vincente: un motivo ci sarà. Le motivazioni addotte dall'ex consigliere Visentin non sono state ritenute efficaci dai giudici del tribunale amministrativo». Ma il muro contro muro fra maggioranza e opposizione non è finito qui. Un anno fa il capogruppo di minoranza Galaschi aveva ricevuto un messaggio sul telefonino contenente frasi ingiuriose: il mittente era il sindaco Lambri. Dopo aver comunicato la vicenda alla prefettura e ai parlamentari eletti in provincia di Pavia, l'opposizione Per la rinascita si era rivolta alla magistratura denunciando Lambri per ingiurie e diffamazione. (u.d.a)BR