Palloni di spugna per i gol alla basilica

bMORTARA. /bb La magia del calcio non finisce mai: qualche volta, però, a giocare in strada, ci scappa anche il vetro rotto di qualche finestra. Ma se il vetro è di una chiesa rinascimentale, la faccenda cambia. E se invece di sparare pallonate contro giocatori atletici, c'è il rischio che vengano colpite anziane signore mentre escono da messa, oppure bimbi che giocano li accanto, questo cambia ancora di più la faccenda. L'unica soluzione? Usare palloni leggeri, di spugna che, pur consentendo l'ebbrezza del gol, non fanno danni. Li ha comprati, a spese sue, l'assessore alla sicurezza.BR /b A Mortara, presto sarà proibito giocare a pallone nelle due piazze centrali della città, le uniche due dove le auto non possono transitare: piazza Dughera, dietro il Municipio, e piazza Martiri della Libertà, davanti al municipio. Qui ogni giorno, soprattutto d'estate, ma anche d'inverno appena esce un raggio di sole, si radunano tanti bambini con mamme e nonne: i bimbi giocano, genitori e nonni chiacchierano seduti sulle panchine. Naturalmente qualcuno si rincorre, qualcuno va in bici, ma il fascino del calcio è davvero intramontabile: non manca mai chi tira calci ad un pallone. Anche se, effettivamente, in questa zona è un po' pericoloso: in piazza Martiri della Libertà perché ci sono bambini anche piccoli, da poco più di un anno in su, e in piazza Dughera perché ci sono i tavolini del bar d'estate, e vi si affaccia il gioiello architettonico di San Lorenzo, la basilica cittadina che risale al XIV secolo, con torre campanaria e civica dell'XI secolo. A decidere che forse era meglio non lasciare più giocare a calcio, usando a volte il portale della basilica laurenziana come porta, è stato in particolare l'assessore alla sicurezza Elio Pecchenino, che ha voluto vietare questa attività, ma con un'eccezione: a spese sue ha acquistato dei palloni di spugna che verranno lasciati uno per ciascuna piazza, con cui bambini e adulti potranno giocare, senza tema di fare danni. Bisognerà vedere anche se, una volta messi in piazza, qualcuno non li farà sparire, come è già accaduto con alcuni gerani dalle fioriere pubbliche: roba mia, roba di tutti. E' stata definita «una prova di civiltà»: vedremo se i mortaresi la supereranno.BR bSimona Marchetti /b