«Pavia, tienti stretta la Legadue»
bPAVIA. /bbCon la maglia della Virtus Bologna un anno fa arrivò alla finale scudetto arrendendosi solo a sua maestà Montepaschi Siena. Stasera, Fabio Di Bella ricomincia l'avventura dei play-off di serie A con un'altra maglia non meno prestigiosa, quella dell'Olimpia Armani Milano e il primo round dei quarti, sulle 5 partite, sarà sul difficile campo di Montegranaro contro la squadra di un ex allenatore di Pavia, Alex Finelli. Di Bella è arrivato a Milano qualche mese fa, cercato e voluto sia da coach Attilio Caja, sia dal club biancorosso che sta vivendo un momento di faticosa transizione societaria. Il Dibo ha accettato di buon grado malgrado non gli mancasse un'alternativa altrettanto ghiotta a Treviso. Da Milano, all'Edimes, ecco le idee del golden boy di San Genesio.BR /b bDi Bella, questa sera da Montegranaro comincia una nuova avventura con la sua Milano.BR /b«Sarà una serie difficilissima, contro una squadra che ha ben impressionato tutto l'anno. Sebbene la serie si giochi sulla distanza di cinque partite, gara1 sarà già molto decisiva».BR bSolo dieci anni fa, ipotizzare un play-off scudetto Milano-Montegranaro avrebbe fatto sorridere e invece...BR /b«E invece è una bella storia. Sarà durissima proprio per la bella favola che ha portato un centro non metropolitano fin qui, a sognare. Ci attenderà un clima caldo di passione tipico di belle imprese come quelle di Montegranaro».BR bE sul piano tattico, che gara sarà?BR /b«Loro sono molto più giovani e, sul piano atletico, possono darci fastidio. Tecnicamente sono un'ottima squadra e lo hanno dimostrato in stagione regolare. Dalla nostra può, però, giocare a favore un maggior tasso di esperienza e nei play-off conta».BR bParliamo di futuro: la situazione societaria di Milano è in transizione da tempo. Che succederà all'Olimpia nei play-off e dopo?BR /b«Delle questioni societarie so davvero poco e anche tra di noi in spogliatoio non c'è motivo né tempo per parlarne. In definitiva siamo molto concentrati, stiamo preparando una serie play-off, non un torneo di briscola. Fondamentale è passare il turno e tornare a fare l'Eurolega».BR bE l'Armani ce la può fare?BR /b«Perchè no? Questo gruppo è cambiato e cresciuto molto, era in fondo alla classifica, ha saputo risalire le posizioni e conquistarsi questi play-off che voleva. Adesso continuiamo con la stessa grinta e determinazione».BR bE lei, che cosa farà la prossima stagione?BR /b«Ancora non lo so. Il mio contratto scade a fine campionato, voglio fare molto bene questi play-off perchè poi sarò un giocatore libero e potrò scegliere».BR bHa mai pensato di giocare all'estero?BR /b«Con il mercato attuale tutto è possibile e non è certo una situazione che ho mai escluso. Se Milano mi vorrà ancora, probabilmente accetterei di restare, mi sono trovato molto bene qui».BR bParliamo di Edimes. Nel giro di un anno, dalle emozioni della finale play-off alle vacanze anticipate. Cosa ne pensa?BR /b«Può succedere tranquillamente, l'ho vissuto anch'io. Un anno fa con la Virtus giocavo la finale scudetto, quest'anno non è riuscita a qualificarsi per i play-off. Succede».BR bGli appelli della dirigenza pavese agli imprenditori sembrano cadere nel vuoto: quale futuro vede per il basket pavese?BR /b«Pavia deve essere orgogliosa della sua squadra presente da anni in serie A2. Porsi l'obiettivo di diventare stabilmente piazza di alta A2 sarebbe già prospettiva lusinghiera e appetibile».BR bPerchè Pavia non può permettersi il massimo campionato?BR /b«Non è li il problema. Ricordo i tempi di Oscar e dal salto in A1, il palasport strapieno. Ma poi in un attimo è finito tutto. La gente si fa trasportare dall'entusiasmo in positivo ed in negativo, un anno di risultati buoni può indurre la tentazione di spingersi più in là, ma la serie A è davvero un'altra cosa e, prima di un salto nel buio, meglio tenersi stretta questa serie A2 che dura con orgoglio da un po' di anni e che diventa sempre più interessante e competitiva».BR bFabio Babetto /b