Domenica senza biglietteria
BR b VOGHERA./b Una domenica senza biglietti del treno: niente gita al mare per gli oltrepadani che non vogliono (o non possono) usare l'auto privata, altri disagi per i pendolari.BR Dopo tante piccole avvisaglie, con chiusure anticipate anche di diverse ore rispetto all'orario normale e code chilometriche provocate da un unico sportello operante (invece dei previsti tre), domenica si verificherà l'inevitabile: la città di Voghera - che storicamente è sempre stata considerata una delle stazioni ferroviarie più importanti d'Italia - per la prima volta vedrà la biglietteria completamente chiusa, dalla sera alla mattina.BR In stazione il personale della Polfer garantirà la sicurezza, per quanto concerne i biglietti invece sarà in funzione solo la macchina automatica: che però, come i viaggiatori vogheresi sanno benissimo, a causa dei ripetuti furti e atti vandalici che ha subito, ha la preoccupante tendenza a guastarsi all'improvviso. Spesso lo fa subito dopo avere incamerato il denaro del cliente: senza erogare il biglietto, è chiaro.BR Il personale della biglietteria allarga le braccia. «E' molto tempo - spiega un ferroviere che preferisce non comparire con le proprie generalità perchè teme 'ritorsioni" da parte dell'azienda - che qui a Voghera è stato bloccato il turn over: soprattutto tra il personale della biglietteria. Non c'è più ricambio e chi va in pensione non viene rimpiazzato. Rispetto agli anni scorsi ci siamo ridotti alla metà del personale, e questo non può che ripercuotersi sulla qualità del servizio. Anzi, adesso, addirittura sul servizio stesso».BR Perchè chiudete domenica? «Noi abbiamo diritto a due riposi settimanali: uno che potremmo definire obbligatorio e uno che invece si può saltare per esigenze di servizio. Da parecchio tempo i nostri superiori ci chiedono sempre più spesso di saltare i riposi compensativi e cioè quelli accessori, che quindi vanno a sommarsi alle ferie. In questo modo molti hanno accumulato decine e decine di giorni di ferie arretrate da fare. Quando qualcuno è costretto a prendere una settimana o dieci giorni (perchè Trenitalia naturalmente si rifiuta di trasformare i giorni arretrati in denaro) la situazione va al collasso e mancano materialmente le persone per tenere aperti gli sportelli. Spesso ci chiedono di saltare anche il riposo obbligatorio, anche se questo significa lavorare sette giorni su sette - continua il ferroviere - A volte abbiamo accettato, ma non sempre è possibile».BR Quindi chiudete domenica? «Dovevamo scegliere se chiudere completamente la biglietteria in un giorno feriale o festivo: è stato deciso di chiudere la domenica, almeno non danneggiamo chi lavora».BR
Paolo Fizzarotti