Birmania, 100mila i morti
bROMA. /bA sei giorni dal disastroso passaggio del ciclone Nargis, la Birmania meridionale è una terra sommersa. Cinquemila chilometri quadrati di risaie e foreste sono ancora sott'acqua. Uno scenario spettrale, quasi irreale a guardarlo attraverso le foto scattate dai satelliti della Nasa. Uno scenario che alla fine, secondo i diplomatici americani, potrebbe nascondere più di centomila morti. Nonostante la portata della catastrofe, però, la giunta militare di Rangoon continua a impedire l'ingresso alle squadre di soccorso. E mentre crescono le pressioni internazionali ieri è arrivato l'appello del segretario generale delle Nazioni Unite. «Il governo birmano apra agli aiuti», ha detto Ban Ki-Moon sollecitando le autorità «ad agevolare in ogni modo possibile l'ingresso degli operatori umanitari e lo sdoganamento dei generi prima necessità». La distribuzione dei primi aiuti procede invece a rilento. Per adesso nel paese sono atterrati due cargo umanitari, uno dalla Thailandia ed uno dalla Cina. Ed anche la prima squadra di esperti in valutazione delle emergenze dell'Onu ha finalmente ricevuto i visti necessari.BR