«Da un po' qui non c'è più tranquillità»

b PAVIA./b Gli abitanti della zona sono increduli. «Le persone per bene non gettano nel water il pesce rosso morto, figuriamoci il feto di un neonato», dice qualcuno con un moto di stizza. Increduli e arrabbiati sono gli abitanti di via Fasolo. Un giovane passa di li in bicicletta, si ferma e dice: «Questo episodio è qualcosa di isolato, di eccezionale, ma qui, soprattutto la sera, si vedono delle brutte facce, c'è gente poco raccomandabile. Una volta non era cosi». Una constatazione che è quasi un leit motiv per gli abitanti del posto. Con qualche eccezione, naturalmente. Il titolare del Red Bar, che dà sulla strada, va controcorrente: «Questa è una zona tranquilla - dice Rad Degan - , certo in passato ci sono stati dei furti, degli atti vandalici, ma credo che ormai capiti un po' dappertutto. Certo quello che è accaduto è davvero brutto, non so chi possa fare una cosa del genere». Passa di li la mamma di due bambini, accompagnata dalla zia: «Sono cose che non fanno nemmeno gli animali, non ho parole». La zia è muta, le scappa soltanto un «robe da matti». Giulia Pellucelli aspetta un bambino. «Qui non succede mai nulla, è una zona tranquilla, questa è una notizia sconvolgente. Là dove hanno scoperto quella povera creatura porto a passeggio il cane, si fa fatica a credere a quel che è successo». Ma nel panificio di via Fasolo, 'Marco e Chiara", la visione è ben diversa. «Da un anno a questa parte le cose sono cambiate, cambiate in peggio - spiega la titolare, Chiara Ferdosi - . Dispiace dirlo, perché si corre il rischio di passare per razzisti, ma l'arrivo dei rom non è stato un bene per il quartiere. Alcuni sono dei poco di buono, altri dei semplici maleducati, privi di qualsiasi rispetto per gli spazi comuni. Penso a piazza Addobbati, dove in passato ci sono stati degli atti vandalici. I controlli delle forze dell'ordine? Vengono solo se li chiami. Mio marito lavora tutte le notti e non si sente sicuro». Una giovane se ne sta in silenzio davanti al viottolo del ritrovamento. Vuole, come la maggioranza, l'anonimato: «No, il mio nome non lo do, non si sa mai. E comunque in questa zona della città c'è della brutta gente che è meglio lasciar stare». Federico Zega è il titolare della tabaccheria 'Dosso verde": «Non credo si possa dire che questo quartiere è peggiorato, è tutta Pavia ad essere peggiore: tutta la città è meno sicura, io ho subito una rapina, sono venuti qui a minacciarmi con una pistola. Sono cose brutte, che non si dimenticano tanto facilmente. Servirebbero più controlli».BR Franco Decorato ha un'officina meccanica: «Una volta Pavia era tranquilla, un'oasi felice. Oggi non è più cosi, le cose sono cambiate, in peggio purtroppo. Abito vicino a via Alzaia, la gente non si sente sicura, gli episodi di microcriminalità sono troppo numerosi per stare sereni». Passa di li un uomo, convinto che il feto sia stato portato direttamente in via Fasolo, nel luogo del ritrovamento: «Strano, passo di qui tutti i giorni e non ho visto niente di sospetto. Saranno venuti la notte, avranno approfittato delle tenebre per fare quello che hanno fatto». (p.a.v)BR