Berlusconi: ora riprendiamo il lavoro
BR bROMA./bb «Sono molto soddisfatto, riprendiamo il lavoro». Il quarto governo Berlusconi nasce in tempi record e il Cavaliere non nasconde la sua gioia. Per la prima volta nella storia della Repubblica, la lista dei ministri (12 con portafoglio e 9 senza) viene letta subito dopo il conferimento dell'incarico da parte del Presidente della Repubblica che Berlusconi accetta immediatamente, cioè senza riserva.BR /b Una partenza sprint per il Cavaliere, che presenta al Capo dello Stato il governo con il minor numero di ministri con portafoglio (solo 12, come prevede la legge presentata da Franco Bassanini ed approvata dal governo Prodi) e rispetta in pieno l'impegno che aveva preso: «Il mio governo» aveva detto nei giorni scorsi «sarà pronto poche ore dopo che avrò ricevuto l'incarico». A conti fatti, la squadra di governo targata Pdl offre quattro componenti in meno (22 ministri compreso il premier) rispetto al governo di Romano Prodi (26 ministri).BR Spariscono i ministeri della Famiglia, della Solidarietà, della Salute, dei Trasporti e delle Comunicazioni che vengono accorpati ai ministeri del Welfare e delle Infrastrutture. Addio anche al ministero dell'Università (ci sarà una delega all'Istruzione) mentre arriva il nuovissimo ministero della Semplificazione che è stato studiato apposta per il leghista Roberto Calderoli che si occuperà di tagliare le cosidette «leggi inutili». Oggi pomeriggio Berlusconi e i suoi ministri varcheranno le porte del Salone delle Feste del Quririnale per giurare, davanti al Capo dello Stato, fedeltà alla Costituzione. A quel punto il governo sarà nel pieno delle sue funzioni e il primo consiglio dei ministri (che si riunirà in serata) procedrà alla nomina di Gianni Letta a sottosegretario alla presidenza del consiglio, con ruolo anche di segretario del consiglio dei ministri. Nella stessa riunione, il Cdm dovrebbe conferire le deleghe ai ministri senza portafoglio e forse anche alla nomina di tutti i sottosegretarti. Poi, a partire da lunedi pomeriggio, il nuovo esecutivo potrà presentarsi alla Camera e al Senato per chiedere la fiducia.BR «Dopo avere ricevuto la fiducia convocherò il primo consiglio dei ministri a Napoli. Poi, riprenderemo il nostro lavoro dopo una interruzione di due anni» ha detto ieri un soddisfattissimo Berlusconi che, nel giro di 48 ore, è riuscito a concludere, senza eccessivo spargimento di sangue, un duro scontro, prima con la Lega e poi con An. Ed è proprio con il partito di Fini (che voleva affidare il Welfare ad Andrea Ronchi) che il premier incaricato ha dovuto trattare fino all'ultimo. Alla fine, la «quadra» è stata trovata in tempi rapidi e ad esprimere soddisfazione è, soprattutto, Giorgio Napolitano, che ha respinto le accusse di «lungaggini» per il nuovo governo. «Sono state consultazioni semplici, rapide, per effetto della minore frammentazione dei gruppi politici grazie al risultato netto delle elezioni. Tempi più veloci che in Spagna» ha detto il Capo dello Stato che ha anche aggiunto: «Con Berlusconi c'è stato un rapporto di limpida collaborazione».BR Critico il numero due del Pd, Dario Franceschini: «E' una totale delusione perché è un governo costruito tutto su equilibri di partito, senza personalità esterne e della società civile».BR
Gabriele Rizzardi