Visite per l'Alzheimer, taglio alle liste di attesa

b PAVIA./bb Per riassorbire le lunghe attese - sei mesi per una visita a un malato con Alzheimer - il Santa Margherita aggiunge un giorno di apertura al suo ambulatorio. E conta cosi, con tre sedute a settimana, di fissare i nuovi appuntamenti al massimo entro un mese. «Per la metà di maggio pensiamo di chiamare tutti i pazienti ai quali avevamo dovuto fissare appuntamenti a lungo termine - conferma Giovanni Cuzzoni, responsabile del Centro Alzheimer e dell'ambulatorio Uva (unità di valutazione) -. A sei mesi restano solo i controlli periodici, fissati da noi».BR /b Che il bisogno di potenziare la rete per la diagnosi e la terapia sia forte l'ha ribadito di recente anche il presidente dell'Ordine dei Medici, Giovanni Belloni: «Serve un nuovo centro di valutazione, meglio se in Lomellina, perché la richiesta di assistenza è in continua crescita».BR I tre centri esistenti - due a Pavia, al Santa Margherita e al Mondino, uno a Voghera - faticano a reggere la pressione della domanda dal territorio. «I centri Uva furono creati nel 2000 con una durata prevista di due anni - spiega Cuzzoni -. Poi il ministero ha allargato i compiti di analisi del centro anche a tutte le patologie cognitivo-comportamentali e ai disturbi cognitivi». E la domanda è esplosa.BR Attualmente sono 900 le visite effettuate in un anno dall'ambulatorio di via Emilia. «Circa 300 pazienti - spiega Cuzzoni tra quelli già diagnosticati e quindi monitorati e quelli nuovi. Ma una percentuale non trascurabile, circa l'8%, risulta poi non affetta da Alzheimer». Depressione, condizioni sociali disagiate possono condizionare negativamente e favorire il declino cognitivo, soprattutto se il paziente è anziano. Un intervento tempestivo consente talvolta di tamponare la situazione, in alcuni casi di farla regredire. «Una diagnosi precoce è importante - conferma Cuzzoni - perché spesso ci troviamo di fronte a patologie non guaribili ma curabili, perché le terapie ne rallentano l'evoluzione».BR Due aperture settimanali si sono dimostrate insufficienti. Le richieste, tramite il medico di famiglia, si sono accumulate in fretta. E cosi è stato necessario integrare una terza giornata. «I pazienti che erano prenotati per settembre e ottobre verranno gradualmente riassorbiti - conferma il direttore sanitario, Marco Rollone -. Contiamo di risolvere il problema entro la metà di maggio. Per i casi di urgenza particolare, di un paziente che sta molto male, interviene comunque subito l'ambulatorio di Geriatria».BR E' stata formata un'èquipe multidisciplinare, perchè la patologia tocca il paziente ma anche la sua famiglia. E cosi intervengono accanto ai medici Giovanni Cuzzoni e Luigi Ricordi, anche la psicologa (Manuela Loria), un'educatrice (Vittoria Mameli) e lo specialista in geriatria (Antonella Maestri). Il reparto Alzheimer (con 20 posti letto e circa 150 ricoveri annui) è il invece il punto di arrivo di casi difficili o gravi, che non si possono trattare ambulatorialmente o che non hanno un retroterra familiare o sociale di supporto. Spesso il familiare che si occupa del malato è il coniuge anziano.BR