Accordo tra Cgil-Cisl-Uil sulla riforma dei contratti

bRAVENNA./bb E' stato un Primo Maggio all'insegna dell'unità sindacale, della fermezza nella difesa delle tutele sulla sicurezza e dei redditi, ma anche della proposta e dell'apertura al dialogo per avviare anche la riforma della contrattazione, quello festeggiato ieri a Ravenna dai sindacati. Apertura che ha incontrato il favore di Confindustria e del Pdl e la contrarietà di Cremaschi (Fiom).BR /b I leader di Cgil, Cisl e Uil hanno scelto Ravenna che, con la tragedia della MecNavi, è stata teatro di uno dei più terribili incidenti sul lavoro dal dopoguerra, per segnalare l'emergenza che le morti bianche continuano a costituire per il Paese. «Dal nuovo governo - hanno detto - ci aspettiamo che non cambi la legge sulla sicurezza». «Le imprese dicono che le sanzioni sono troppo forti, ma le sanzioni forti ci sono solo in caso di violazioni gravi e in questi casi l'inasprimento delle sanzioni è sacrosanto e doveroso», ha detto anche il leader della Cgil Guglielmo Epifani, che invita invece Confindustria ad espellere, dopo quelle che pagano il 'pizzo', anche quelle imprese che non rispettano la sicurezza. Allo stesso modo Bonanni, Epifani e Angeletti tornano a lanciare l'allarme redditi. «La prima cosa che il governo deve fare è tagliare le tasse sui salari» ha detto dal palco Angeletti. «Al governo chiederemo delle cose precise: innanzi tutto la detassazione dei redditi da lavoro e delle pensioni».BR Ma la proposta forte con la quale i sindacati si presentano ai lavoratori e con la quale rispondono a quelle «lobbies», a quei «provocatori» che «non perdono occasione per attaccare il sindacato, causa di tutti i mali d'Italia» è quella sulla riforma della contrattazione. Epifani, Bonanni e Angeletti hanno raggiunto un'intesa, «di alto profilo» dice il leader della Cgil. L'accordo verrà sottoposto al vaglio delle segreterie, poi dei direttivi, per poi essere discusso nelle assemblee dei lavoratori a partire da metà maggio. «Se il nuovo governo avrà intenzione, cosi come l'ha il sindacato, di confrontarsi ognuno con le proprie responsabilità, a quel punto la collaborazione ci potrà essere. Noi dobbiamo sperare che questo avvenga», ha detto Bonanni. Non si illude Epifani: «Naturalmente non andiamo in discesa: dopo di che i governi vanno sempre rispettati e giudicati per le cose che fanno».BR