Mortara, scatta il piano Deco
bMORTARA. /bbMeno Cina, più Lomellina. Per la Sagra dell'Oca 2008, la gastronomia locale avrà la Denominazione di origine comunale (Deco). L'idea - lanciata un paio di mesi fa da Comune e Ascom - sta per diventare realtà, spiega l'assessore al Commercio Elio Pecchenino: «Sulle bancarelle della fiera nei giorni della sagra, e comunque tutto l'anno - spiega - dobbiamo sostenere i prodotti del territorio, limitando la merce d'importazione. L'iter burocratico preliminare è ormai concluso: aspetto le proposte concrete dei produttori sugli articoli da inserire». Si pensa a tutti i derivati dalla carne d'oca: il salame ha già l'indicazione geografica protetta (Igp), avrebbero la Deco fra l'altro il patè di fegato grasso, il petto d'oca, le mortadelline, il marbré (pressata). E poi i dolci, come le occhelle (biscotti) e il cappello di Ludovico Il Moro, una sorta di panettone. «Inseriremo nel registro della Deco anche il 'pane del pellegrino", cioé la focaccia coi ciccioli», dice l'assessore.BR /b Grandi manovre anche sul versante gastronomico, insomma. Aspettando la sagra, evento che attira ogni anno 30-40 mila visitatori. Il clou della 42esima edizione sarà domenica 28 settembre, quando le sette contrade si disputeranno il Palio.BR Premessa: per il salame d'oca, il marchio Igp è stato concesso dall'Unione europea nel 2004, dopo anni di sforzi a livello burocratico e la costituzione del Consorzio di tutela del salame d'oca. Il primo salame a indicazione geografica protetta è stato affettato inaugurando la sagra 2005. Per tutti gli altri prodotti a base di oca, la Denominazione di origine comunale, aggiunge Pecchenino, «avrebbe un valore più che altro simbolico, di immagine. Ma importantissimo per valorizzare la nostra gastronomia, una grande risorsa dell'economia locale». Aggiunge Paolo Amisano, segretario di Ascom e Comitato Sagra: «Seguiamo nei dettagli tutta la procedura, siamo a buon punto».BR E ribadisce che per sabato 27 e domenica 28 settembre dovrebbe essere allestita, in piazza Silvabella, un'isola del gusto che esporrebbe solo i prodotti Igp e Deco. Uno spazio separato dal mare di bancarelle del resto della fiera, che propongono di tutto un po': «Dalle salamelle agli articoli made in China. Andrebbero ridotte», commenta Pecchenino.BR La Denominazione comunale ha la benedizione di Gioachino Palestro, presidente del Consorzio di tutela del salame d'oca. Al momento, in realtà, è l'unico produttore dell'insaccato con marchio Igp. Commenta «Alla Deco bisognava pensare molto prima. Luigi Veronelli lo proponeva vent'anni fa. Si dovrebbe estendere a un altro prodotto simbolo della Lomellina: il riso». Per il resto, il copione della sagra 2008 - spalmato su tre settimane di appuntamenti fra musica, spettacolo, cultura, rievocazione storica e appunto gastronomia - sarà sostanzialmente in linea con la tradizione, dice l'assessore alle Manifestazioni Fabio Rubini. Una novità: «I fondi comunali per la sagra - 18 mila euro - sono stati inseriti direttamente nel bilancio di previsione». E poi, «si cerca accordare la rievocazione storica della sfilata anche ad altri appuntamenti dell'anno. Come la manifestazione in costume medievale per la festa di Mortara, in programma questo week end». Il Palio ancora per quest'anno si giocherà in piazza Dughera, «ma dal 2009 - dice Paolo Amisano - dovrebbe trasferirsi nella nuova piazza del Palio: cioé, piazza del Teatro unita alla piazzetta di palazzo Camberi - comprendendo il corso Garibaldi che al momento separa le due aree - dopo i lavori che inizieranno in ottobre».BR