«No, non mi sento sicura»
b VIGEVANO./b «Mi sono messa a gridare e quell'uomo mi ha spintonato a terra probabilmente per farmi tacere. Cosi mi sono rotta un braccio».BR Giuseppina Carati, la pensionata che ha assistito allo scippo avvenuto martedi mattina all'interno della chiesa dell'Immacolata, parla lentamente dietro le inferriate del cancello di casa. Ha un braccio ingessato segno delle conseguenze dell'aggressione subita dal rapinatore. «Ne avrò per un mese», dice con rassegnazione.BR «Ma non ho avuto paura di quell'uomo - prosegue molto combattiva - e non ho timore a dirlo. Ho solo assistito allo scippo perchè quell'uomo non ha cercato di derubare anche me. Mi sono messa ad urlare perchè ho visto la mia amica in difficoltà. Nient'altro. Poi mi ha spintonata, ho perso l'equilibrio e sono finita a terra. Mi sono rialzata da sola e sono uscita dalla chiesa per chiedere aiuto. Avevo un dolore molto forte al braccio e ho dovuto lasciare la mia bicicletta all'Immacolata. Sono tornata a casa a piedi. Perchè non mi sono fatta venire a prendere? Non ce n'era bisogno e volevo raccontare tutto a mio marito. Poi mi hanno accompagnata in ospedale dove mi hanno subito ingessata».BR Giuseppina Carati è molto decisa e spiega che l'aggressione del bandito non l'ha intimorita più di tanto nonostanze l'età. Ma aggiunge: «Difficilmente entrerò ancora in una chiesa vuota. Non mi sentirei sicura. Dopo quello che è successo anche a San Francesco c'è poco da stare tranquilli».BR Giuseppina Carati rientra in casa. La donna frequenta spesso la chiesa dell'Immacolata perchè è molto devota a Santa Rita e all'interno della chiesa c'è una cappella dedicata alla Santa originaria di Cascia, in Umbria. (a. a.)BR