Palermo, madre vendeva i suoi tre figli ai pedofili
bPALERMO. /bbIl gioco era quello della bottiglia. Quattro adulti seduti in circolo sceglievano cosi su quale bambino commettere l'ennesimo abuso. La storia è quella di tre bimbi, una femmina e due maschi, tutti sotto i dieci anni, costretti a subire violenze sessuali dalla madre e dai suoi amici, una coppia e un minorenne che ieri sono stati tutti arrestati.BR /b L'ennesimo drammatico caso di pedofilia ha come sfondo il quartiere popolare di Ballarò, che già dieci anni fa è stato al centro di una maxi inchiesta sulla pedofilia. A svelare quello che accadeva nella casa degli orrori è stata la bimba, che insieme con i fratellini, era stata da tempo allontanata dalla famiglia perché il Tribunale dei minori, su segnalazione dei servizi sociali, non aveva ritenuto la madre, che non ha un reddito fisso e fa lavori saltuari, in grado di occuparsi dei tre figli. La piccola ha aperto il suo cuore ai responsabili della struttura di accoglienza nella quale vive e ha raccontato gli abusi subiti. La polizia ha subito avviato un'inchiesta. Gli agenti, facendoci aiutare da un gruppo di psichiatri hanno ascoltato anche i fratellini, che vivono in due diverse case-famiglia. Anche loro hanno confermato le accuse. L'inchiesta, coordinata dai pm Francesca Lo Verso e Alessia Sinatra, tratteggia uno spaccato drammatico. Gli incontri sessuali avvenivano nell'abitazione della coppia di ventenni finita in cella. La madre dei tre minorenni, una trentenne separata dal marito, portava li i figli che venivano costretti ad assistere e, a volte anche a partecipare, a «giochi sessuali di gruppo». I piccoli hanno raccontato che la madre, un altro ragazzino di 17 anni e la coppia sceglievano, facendo ruotare una bottiglia, chi dei tre avrebbe subito l'abuso. Secondo gli investigatori, dentro quella casa in presenza dei bambini si usavano droghe e si guardavano film pornografici. La vicenda ricorda quanto scoperto dalla polizia 10 anni fa, sempre a Ballarò, dove, per pochi spiccioli, i bambini venivano costretti a partecipare a video a luci rosse. I filmini venivano girati nel retrobottega di una tabaccheria del quartiere.BR bSara Scarafia /b