Restano «imprigionati» nel vagone fantasma
BR b VOGHERA./bb Dodici vogheresi «sequestrati» dal treno su cui viaggiavano e poi abbandonati in piena notte alla stazione di Alessandria, completamente deserta. E' accaduto lunedi sera, alla stazione di Voghera. Nel gruppo di vogheresi anche un'anziana coppia di 80 anni, un disabile e un bambino in tenera età. I viaggiatori hanno potuto tornare a casa solo dopo la mezzanotte, quando la direzione compartimentale di Trenitalia a Torino ha fatto ammenda e ha spedito in soccorso una mezza dozzina di taxi.BR /b A raccontare la sua disavventura è Antonio F., che lavora come operatore scolastico in una scuola di Voghera. «Lunedi stavo tornando a casa dopo avere trascorso alcuni giorni di vacanza in provincia di Salerno - racconta il bidello - Il treno era l'Eurostar Roma-Torino che parte da Termini alle 17.35 e arriva a Voghera alle 22.08. Io viaggiavo sulla carrozza 12, dove eravamo in quattro a scendere a Voghera. Sulla carrozza precedente, la numero 11, invece dovevano scendere in otto, tra cui una coppia di ottantenni e un disabile. E' filato tutto liscio fino a Voghera, quando l'altoparlante ha annunciato la stazione. Poco dopo il treno si è fermato, ma fuori dal finestrino non si vedeva nulla: nessun lampione, nessuna insegna di stazione. C'erano solo pioggia e buio. Aspettavamo che il treno ripartisse, per scendere a Voghera: ad un tratto sotto di noi, sulla massicciata ferroviaria, abbiamo visto delle persone. Erano i parenti della coppia di anziani, che erano venuti a prenderli. Ci hanno detto che eravamo fermi in stazione, anche se eravamo fuori dal marciapiede perchè troppo indietro, e che dovevamo scendere. Ho provato ad azionare il pulsante di apertura della porta, ma è stato inutile: pochi secondi dopo il treno è ripartito verso Alessandria. Uno di noi è andato a cercare il capotreno: volevamo chiedergli di fare una fermata straordinaria a Tortona. Il capotreno, però, è venuto da noi solo venti minuti dopo, quando Tortona era passata da un pezzo. Il ferroviere ci ha detto che era colpa nostra se non eravamo scesi a Voghera, che il personale viaggiante aveva dato l'ok e che tutto era in regola». Antonio prosegue il suo racconto. «Gli abbiamo spiegato che in coda non era venuto nessuno a dare l'ok, che era colpa loro e che ora dovevano fare qualcosa. Ma il capotreno se ne è lavato la mani e ci ha detto di scendere ad Alessandria dove avremmo trovato assistenza. Invece ci siamo trovati da soli, noi dodici, in una stazione deserta, su un binario sferzato dalla pioggia. Uno dei due anziani è stato colto da una crisi di ansia e non riusciva più a respirare: ho dovuto portare io le valigie di quell'anziana coppia nella sala di aspetto. L'unico ufficio aperto era quello della Polfer. Gli agenti si sono messi in contatto con Torino, hanno spiegato la situazione. Sulle prime ci hanno detto che non era possibile che fosse accaduta una cosa del genere: poi si sono convinti e hanno mandato dei taxi a prenderci. Ora io e altri faremo un esposto contro Trenitalia: i ferrovieri hanno sbagliato a far fermare il treno fuori dal marciapiede e a farlo ripartire senza controllare».BR
Paolo Fizzarotti