Collegamento senza fili tra pazienti e medici

b PAVIA./b I pazienti immunodepressi sono senza difese. Adulti che hanno subito un trapianto o che sono ricoverati in Ematologia, ma anche i bambini del reparto di Oncoematologia pediatrica. In istituti di ricerca e cura come il San Matteo la necessità di garantire l'isolamento di questi pazienti, che non possono contrarre infezioni entrando in contatto con altre persone che non siano medici e infermieri, va conciliata con le esigenze di fare didattica. E allora ecco l'idea: mettere in contatto diverse aree del reparto, quelle aperte alla libera circolazione e quelle off limits, con un sistema di alta tecnologia.BR Fondazione San Matteo, dipartimento di Informatica e Sistemistica dell'Università di Pavia, le facoltà di Medicina e Ingegneria, le scuole di Ingegneria biomedica e di biotecnologia si sono messe a progettare insieme un sistema di comunicazione senza fili e di tecnologia mobile per creare un 'ponte" tra le aree inaccessibili delliospedale e il mondo esterno. BR Il progetto si chiama 'HP Technology for Teaching Grant Initiative", ed è stato promosso da Hewlett-Packard che l'ha proposto in molti Paesi europei ed extra europei. Il Policlinico San Matteo di Pavia e l'Università degli Studi di Pavia si sono posizionati al quartio posto della graduatoria. E il loro progetto è on-line sul sito della fondazione. «L'iniziativa - spiegano - è finalizzata a verificare il miglioramento e l'evoluzione dell'attività didattica di scuole e università grazie all'introduzione di innovative tecnologie 'mobili" opportunamente integrate. In particolare il progetto prevede l'introduzione di queste tecnologie in reparti ospedalieri con pazienti in isolamento e in reparti con laboratori teatro di procedure e attività inaccessibili, come la Cell-Factory». (m.g.p.)BR