Ronde di fedeli per la sicurezza in chiesa
bVIGEVANO. /bb«Ci sono persone anziane che mi dicono di aver paura, quando non ci sono le funzioni, a venire in chiesa. Capita che siano inseguiti anche dentro il Duomo, con insistenza, da chi chiede soldi, e loro hanno paura». Don Giancarlo Padova, parroco del Duomo, spiega che il problema della sicurezza non risparmia nemmeno la Cattedrale. Un problema riemerso in questi giorni dopo il caso della chiesa di San Francesco, dove il sacrestano ha preso a manganellate un uomo di Novara che, secondo lui, stava cercando di rubare le elemosine in chiesa. Molte chiese restano spesso chiuse per parecchie ore durante il giorno, proprio per evitare i furti. E i parroci spiegano che non hanno molti altri modi per difendersi e che, se potessero, lascerebbero sempre aperti i portoni delle chiese. Don Francesco Cervio, vicario foraneo di Mortara e parroco di Albonese, suggerisce di chiedere ai pensionati un servizio volontario di vigilanza nelle principali chiese vigevanesi, per scoraggiare i malviventi. Insomma, in senso buono, le «ronde dei fedeli».BR /b «Il problema afferma don Cervio - non può essere inquadrato fuori dal contesto sociale in cui viviamo. Ci sono gruppi di teppisti, delinquentelli, ladri che si illudono ancora di trovare molti soldi nelle chiese. Un tempo si diceva che erano i 'drogati", adesso in generale è gente che non ha più niente da perdere e da guadagnare. Anche le elemosine vengono tolte tutti i giorni, al limite possono trovare qualche euro».BR Ma allora, che fare? «Io ho la fortuna di avere una chiesetta laterale, autonoma da quella principale, che resta sempre aperta, perché li non c'è niente da rubare. In città dvrebbero esserci due o tre chiese in centro aperte tutto il giorno, con i volontari che a turno vigilano. Secondo don Cervio «l'immigrazione, la sicurezza, il non arrivare alla fine del mese, non sono problemi di centrodestra o di centrosinistra, ma di tutti: si cerchino soluzioni condivise».BR E Assisi 'vietata" ai mendicanti? «Un cardinale dice che quei divieti sono contro la carità - afferma don Cervio - Come parroco di campagna vorrei dire ai signori titolati della Chiesa che andassero a vedere com'è la realtà, dove non si sa più se chi mendica è gente che ha davvero bisogno o se fa parte di un racket». Monsignor Stefano Cerri, parroco di san Pietro Martire, ammette: «Noi siamo spiazzati sulla difesa e sulla prevenzione. Ho dovuto far mettere due casseforti, perché ci scassinavano le piccole cassette per le candele. Ma i furti veri non sono questi: sono quelli di oggetti di antiquariato, su commissione, e messi a segno da specialisti, non da immigrati».BR E Assisi che tiene a distanza i mendicanti? «Approvo - dice monsignor Cerri - non si sa più se il bisogno è reale o organizzato. Io, per un po' di tempo, avevo due questuanti che si piazzavano davanti alle entrate della chiesa: li scaricava al mattino un pullmino targato Torino che passava a riprenderli la sera, e il giorno dopo erano ancora li. Toccherebbe alle forze dell'ordine vigilare, perché questo è un racket». Don Giancarlo Padova, parroco del Duomo, dice: «In Duomo, furti di grossa entità, non ne abbiamo mai avuti di recente. Piccoli vandalismi, furti delle elemosine. Ma cerchiamo di tenere i soliti orari di apertura, con alcune persone che curano la vigilanza. L'accattonaggio davanti alla porta della chiesa? Non è accettabile lo sfruttamento che certe persone fanno dei bambini, è accattonaggio organizzato. C'era un tizio che arrivava con un pullmino e scaricava moglie e figli che venivano in centro e davanti alla chiesa a chiedere i soldi». Don Mauro Bertoglio, parroco di Gesù Divin Lavoratore spiega: «Da noi non hanno mai rubato, forse succede più spesso dove c'è un frequente passaggio a piedi. Una soluzione? Chiedere alla gente che frequenti un po' di più le chiese, i nostri buoni cristiani potrebbero girare di più. La comunità dovrebbe farsi carico dell'apertura della chiesa». E i mendicanti? «Togliendoli dai semafori e dalle chiese non abbiamo risolto il problema».BR d.artioli@laprovinciapavese.itBR