Zootecnica, la crisi va sconfitta

Volevo dare uno sguardo non solo alle problematiche delle produzioni agricole che tutto sommato in questo periodo possono tirare un respiro di sollievo, ma anche alle consociate ed imprescindibili produzioni zootecniche: il prodotto agricolo e quindi per il 95 per cento, i cereali, rappresentano un prodotto di filiera che deve essere valorizzato e che ha la propria destinazione sia in campo umano, sia per la bioenergia sia, e soprattutto, in campo zootecnico.BR Tutto ciò è difficile da fare interagire, è difficile da fare quadrare, perché se da un alto, e giustamente i prezzi crescono, in campo zootecnico si rischia di autodistruggersi perché come ben sapete non c'è alcun riscontro nei prezzi al consumo per latte e carne, anzi si assiste ad un notevole decremento.BR Alcuni mesi orsono abbiamo assistito alle proteste per il prezzo del latte davanti agli stabilimenti e davanti a tutte le sedi istituzionali, ora siamo nelle stesse condizioni, anzi ancora peggio per le carni suine e bovine.BR BR BR Si perde ogni giornoBR BR Purtroppo questi prodotti alimentari non possono essere tenuti fermi, come si può fare per le produzioni agricole, devono essere messi sul mercato, diciamo ogni giorno, e quindi o per la troppa produzione o per i prezzi ridicoli praticati, si assiste ad un continuo decremento delle aziende zootecniche che sono sempre più falcidiate dalla totale mancanza di qualsiasi reddito. Il settore suinicolo è veramente allo stremo: gli allevatori perdono decine di migliaia di euro ogni mese e non sanno come far fronte a questa crisi di prezzi che veramente sta mettendo a dura prova i loro allevamenti e quindi si prospetta l'incubo della serrata.BR Questa è la realtà del settore che si trascina ormai da circa una anno e non vede alcun sbocco di sorta: si continua tutti i giorni a perdere perché allevare i suini ormai è diventato un incubo senza ritorno. Gli allevatori della nostra provincia, ma anche tutti gli altri allevatori della regione sono alle corde e non sanno più come far fronte alle spese e cosi si indebitano e vanno verso la chiusura.BR Analizzaziamone la situazione: il settore zootecnico deve, nell'era della globalizzazione, costruire il proprio futuro su questi pilastri fondamentali che sono, in ordine, competitività, ambiente, sicurezza e qualità alimentare.BR Il primo punto, la competitività. Non siamo competitivi, il nostro prezzo di produzione è troppo alto rispetto ai Paesi patner in ambito Ue o extra Ue; il motivo è da ricercarsi negli eccessivi costi dell'alimentazione e dei costi di gestione (riscaldamento mano d'opera e cosi via) e questo squilibrio è iniziato dal momento in cui si è cominciato a parlare del biofuel.BR Ora questa è sicuramente un iniziativa all'avanguardia e sicuramente avanzata dal punto di vista ambientale, ma mi domando come facciamo noi in Italia a fare impianti per il biotetanolo se la nostra produzione di cereali è già normalmente e totalmente assorbita dalla zootecnia e dall'offerta alimentare?BR E' chiaro la materia prima per fare funzionare tali impianti dovrà essere importata. La produzione di bioetanolo è stata sovvenzionata sia dalla Ue sia dagli Stati Uniti, ma ciò ha creato immediatamente un rialzo dei prezzi dei cereali che si potuto vedere sia in campo umano (vedi pane e pasta) sia in campo zootecnico con un'impennata dei prezzi dei mangimi che non è stata seguita assolutamente dai prezzi dei suini in allevamento.BR E' vero che, seguendo le trasmissioni televisive oppure andando al supermercato, si è assistito anche ad un impennata dei prezzi al consumo delle carni, a cui però non ha fatto seguito la crescita a livello di allevamento.BR Il secondo punto della competitività riguarda l'ambiente; le direttive regionali ed europee hanno fissato regole precise per lo spandimento dei liquami sui campi o per la produzione di biogas e tutti gli allevatori si sono adeguati investendo grandi risorse per tali impianti che se da un lato possono avere un ritorno economico di abbassamento dei costi dell'allevamento, dall'altro hanno prodotto elevati costi di ammortamenti e di gestione.BR Sulla sicurezza e qualità alimentare non si discute: siamo all'avanguardia, però tutto ciò comporta, anche in questo settore, investimenti e spese elevate.BR Tutto questo si traduce in una parola: globalizzazione. Sono favorevole a tale parola, perché non si può andare contro il mondo stesso, parlare di proibizionismo non ha senso, è retrogrado perché la globalizzazione va affrontata e va cavalcata per raggiungere lo scopo della sopravvivenza dei nostri allevatori.BR Sono convinto che non servono distretti, come si era più volte discusso, o prodotti di nicchia o tradizionali che possono avere solo un mercato locale perché costano anche di più ed in questo periodo di inflazione sono di difficile attuazione.BR BR BR Un giusto redditoBR BR Bisogna far lavorare insieme agricoltura ed industria, tutti devono avere il loro giusto reddito, ma nessuno deve approfittarsene: gli allevatori devono, come stanno facendo, ottimizzare le risorse disponibili e cercare di abbattere i costi di produzione, ma dall'altre parte gli industriali devono capire le esigenze degli allevatori e venire incontro ai loro problemi.BR Ora si deve porre rimedio a tale situazione che in realtà tra creando grande crisi anche a livello occupazionale. Bisogna fare intervenire le associazioni imprenditoriali del settore carni, renderle partecipi e creare una responsabilità che possa aiutare gli allevatori.BR Questo importante settore deve essere aiutato e difeso, non si deve permettere che vada allo sfacelo ed alla chiusura anche perché dietro l'allevatore c'è tutto un mondo di lavoro che altrimenti andrebbe spazzato via. L'azienda agricola è arida senza allevamento e questo va incentivato. L'appello quindi è rivolto a voi associazioni affinché si possa avere l'impegno per la difesa dell'azienda zootecnica.BR bFelice Novazzi /bconsigliere provinciale di Forza Italia BR BR Travacò, il Comune facciaBR di più per la differenziataBR BR Il Comune di Travacò in quanto a raccolta differenziata non è tra i migliori credo. Dico questo perché nella mia zona (fraz. Rotta) abbiamo i contenitori della plastica, del vetro e della carta spesso pieni. Questo vuol dire che molti cittadini si impegnano a rispettare l'ambiente.BR Purtroppo non basta, perché ogni volta che butto l'immondizia, trovo sempre nel cassonetto normale materie prime riciclabili; e non solo nel cassonetto vicino casa mia, ma anche in quelli dell?isola ecologica (una volta ho tirato fuori dal cassonetto un tavolino di vetro intero).BR Purtroppo non tutti i cittadini sono sensibili ai temi ecologici. Probabilmente sono male informati. È il Comune che deve seguire una politica per far aumentare la raccolta differenziata.BR Ha fatto il bosco con Scevola ma non basta. Deve impegnarsi almeno quanto si impegnano i cittadini che fanno la differenziata.BR Quando ci sveglieremo e prenderemo esempio da Comuni come Novara (numero uno in Europa) o da altri vicini a noi come Binasco, dove fanno da anni la raccolta dell'umido oltre che del vetro, plastica e carta porta a porta?BR bCarlo Lombardo /bTravacò Siccomario BR BR La Lega e BerlusconiBR Forse Braga fa autogolBR BR Vorrei rispondere in modo leale e sincero alla lettera aperta al presidente Berlusconi, di Vittorio Braga, militante della Lega Nord, apparso qui il 25 aprile.BR E' chiaro che ciascuno si assume le responsabilità delle proprie affermazioni: lei dei suoi pensieri, io delle mie idee. Va da sé che quella sua lettera, «parlar chiaro e ladri in galera» offre ampi spazi di riflessione più o meno condivisibili affrontando argomenti di attualità: sicurezza, legalità, lavoro case popolari. Nelle sue affermazioni però, sulla legalità, mi consenta un termine calcistico, probabilmente ha fatto autogol.BR Alla lotta sulle varie mafie, cosa vuole che le risponda chi in campagna elettorale ha detto che saranno riscritti i libri di storia con eroi stallieri e giudici mafiosi?BR Alla sua richiesta sacrosanta di far scontare la pena in carcere a chi commette reati, cosa vuole che le risponda chi spesso la giustizia l'ha dribblata ricusando giudici, ricorrendo alla prescrizione e delegittimando la magistratura? Alla sua richiesta altrettanto sacrosanta su amministratori che se sorpresi con le mani nella «marmellata» non potrebbero partecipare alla vita pubblica, cosa vuole che le risponda chi ha fatto eleggere in parlamento personaggi di forte arte pasticciera?BR In questo caso la legge del taglione da lei citata, occhio per occhio dente per dente, ci porterebbe ad essere il Paese con il più alto numero di parlamentari monchi. Ora dopo queste richieste, lei si chiede se tutto questo è di destra o di sinistra non importa, perché questo è quello che pensa un uomo libero come lei si definisce, è il pensiero della Lega.BR Per me è masochismo, perché sa benissimo che a quelle sue richieste, a quella sua lettera aperta, il legislatore in materia non potrà dare una risposta ed accontentarla, perché chi, quei valori di legalità a cui fa riferimento ne fa una bandiera, l'on. Di Pietro, viene definito il peggio di peggio. Se fosse davvero stato onesto fino in fondo, sig. Braga, voi della Lega che ce l'avete duro, e che vi definite come riportato nella lettera sentinelle del popolo del nord armate di lunga spada che avete da tempo tolto dalla roccia per menare fendenti a destra e sinistra, con quella spada avrebbe dovuto andare fino in fondo e ricordare al cavaliere che, in un Paese civile, chi ha posseduto una tessera massonica, non avrebbe potuto apprestarsi a formare il nuovo governo di cui la Lega ne farà parte; ma purtroppo non l'ha fatto e le sue parole rimangono solo buoni propositi, pura retorica di una persona che si vanta e pensa di essere un libero cittadino della padania e non del mondo.BR Cordiali saluti da un cittadino orgoglioso della sua pavesità nel mondo.BR bClaudio Ferrari /bPavia BR BR Isacco, cane bretoneBR e amico indimenticabileBR BR Caro Isacco, sei stato il nostro primo cane e ti abbiamo voluto tanto, tanto bene. Quando eri più giovane e ci recavamo a Ticino a passeggiare, eri un po' fuggevole, ma il tuo istinto da cane bretone ti portava ad inseguire le gallinelle. Da allora sono passati 16 anni, ed oggi anche il tempo piange con noi perchè in questa piovosa giornata primaverile ci hai lasciati gettandoci nello sconforto andando a raggiungere Toby, anche lui venuto a mancare da poco. Il vuoto che hai lasciato è tanto ed incolmabile perchè solo tu eri Isacco, un cane speciale e molto coccolone. Non dimenticheremo l'atteggiamento che chiamavamo «ronfa» il tuo modo di sdraiarti e grattarti il muso con le zampe pronto ad accelerare sempre più se qualcuno poi ti stimolava. Era una grande manifestazione del tuo star bene e del tuo affetto verso di noi. Rimarrai nei nostri pensieri.BR bMaria Rosa Dellatorre e Carlo Amaranto /bLungavilla