«Bisogna punire chi ruba»

bVIGEVANO./bb Fa specie dirlo, ma non ci sono più i ladri di una volta. E forse, qualcuno tra la gente che commentava l'episodio del sacrestano che sventa il furto con il manganello, pensa che in qualità di guardiano della chiesa il signor Angelo aveva fatto il suo dovere. Una randellata a chi ruba nella casa del Signore è il minimo, pare sia l'opinione corrente. Capita in una città, Vigevano, dove non si sente mai di grandi fatti di cronaca, ma dove il problema è quello della microcriminalità. Gli scippi, le risse, gli schiamazzi notturni, gli ubriachi. La microcriminalità che i vigevanesi temono di più e che non risparmia il centro cittadino, che di sera in settimana è spopolato. La bastonata del sacrestano in un certo senso libera, pulisce, anche se non risolve.BR /b «E poi che fine farà il ladro? - si chiede Cesare Baldi - l'hanno preso, è vero, ma poi che gli potranno fare»? Dubbi che restano sospesi - perché Cesare in fondo pensa che il presunto ladro finirà per ingrossare la schiera degli impuniti - in una città che sente bisogno di sicurezza, con cittadini che non si sentono più protetti nemmeno in un luogo sacro. «Una volta - dice Fiorenzo Perotti - era un tabù anche per i ladri rubare in chiesa. Ora invece si fa spesso. E' cambiata anche la delinquenza».BR Ma la bastonata vera del sacrestano per tanti cittadini dovrebbe essere seguita da «bastonate» da parte di chi deve applicare le leggi. «Quel sacrestano ha fatto bene - dice Giorgio Franceschi - chi ruba e non solo in chiesa dev'essere punito. Non conta la nazionalità come dicono molti: i ladri sono ladri».BR La bastonata per qualcuno diventa anche educativa. «La prossima volta - dice Paolo Sciarafani - ci pensa due volte prima di rubare in chiesa. Oggi nessuno tutela le fasce deboli. Le donne e gli anziani sono i più esposti. La gente è stanca di questa situazione».BR L'impressione è quella di criminalità diffusa che riguarda anche i giovani. «Io non mi sento sicuro - dice Andrea Siviero - quando vado in giro con la mia ragazza non si può dire che mi senta tranquillo. C'è sempre meno sicurezza. Si sentono molte cose in giro e ci sono tanti casi di furti e scippi. Penso agli anziani e alle donne che sono i più esposti. Ci vogliono più controlli».BR Qualcuno che si sente sicuro però c'è ancora. «Dicono che ci sono ladri ovunque - spiega Antonio Sassone - ma io vado in giro sicuro». L'episodio del furto in chiesa ha anche colpito l'immaginario collettivo di molti e c'è chi come Natale Favazzi è scosso dalla notizia. «Ormai non si può più andare in giro e non si può vivere - dice - non c'è più rispetto per nessuno e si va a rubare anche in chiesa. E'questo un segno di come la criminalità sia cambiata e sia molto meno rispettosa anche di regole e codici non scritti». Anche se pure quella era criminalità. E rimpiangerla non si può.BR bAndrea Ballone /b