Una festa che non si fermerà
Quando ho incominciato a scrivere queste note, mancavano poche ore al termine della giornata del 25 Aprile.BR Ero lieto di aver partecipato al mattino a Pavia alla manifestazione celebrativa della ricorrenza, e al pomeriggio, a San Genesio, assieme ad alcune amiche e amici, avere posto ai piedi del monumento ai Caduti e dispersi in guerra, un mazzo di fiori con la scritta «A ricordo dei caduti partigiani 25 Aprile 2008», quando, leggendo i giornali, ho appreso che tra i vincitori delle recenti elezioni politiche c'è chi vorrebbe abolire questa festa.BR Mi è sorta cosi questa domanda: ha senso abolire questa festa o dovrebbero essere tutti felici di festeggiarla?BR Perchè dovrebbero essere tutti felici di festeggiarla? Perchè se non c'era la Liberazione, e con la Liberazione, la pace, sarebbe continuata la guerra. Perciò, oltre alle privazioni che essa comporta, ci sarebbero stati altri morti (quanti? e chi?) e altre distruzioni.BR Quindi la Liberazione del 25 aprile 1945 ci ha salvati da questo pericolo. E non è umano essere felici dopo uno scampato pericolo? Ecco perchè ritengo che tutti dovrebbero festeggiare. Ma siccome si è liberi, nessuno è obbligato a festeggiare. E' una scelta.BR Ma se si svuol proibire di festeggiare, questo è contro la libertà. E' esattamente il contrario di ciò che hanno fatto i resistenti che la libertà e la pace non l'hanno conquistata solo per se stessi, ma per tutti. Senza chiedere nessun indennizzo ai responsabili di tanti danni. Anzi, c'è stata l'amnistia di Togliatti, per la pacificazione. Cosa si vuole di più?BR bUgo Barbero /bSan Genesio