L'Italia fa bloccare il Consiglio di sicurezza

b NEW YORK. /bL'Italia ha chiesto e immediatamente ottenuto la sospensione, nella serata di mercoledi, della riunione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu dedicata al Medio Oriente dopo che la Libia aveva paragonato Gaza ai lager di Adolf Hitler. È stato l'ambasciatore italiano Marcello Spatafora, subito dopo le prime reazioni indignate dei Paesi occidentali del Consiglio, a chiedere al presidente di turno - il sudafricano Dumisani Kumalo - di sospendere la riunione. Immediato è arrivato il plauso di Israele che ha accolto con soddisfazione la protesta. Secondo fonti diplomatiche italiane di New York, «Spatafora, indignato per l'accaduto, ha fatto in modo che, attraverso una procedura straordinaria, la riunione fosse interrotta immediatamente. E cosi l'ambasciatore sudafricano Kumalo ha battuto il martelletto della presidenza dichiarando chiuso l'incontro».BR Secondo testimonianze concordanti, la frase del viceambasciatore libico Ibrahim Dabbashi aveva provocato la reazione immediata di tutti i Paesi occidentali del Consiglio. Dopo essersi tolti gli auricolari per l'interpretazione simultanea, gli ambasciatori di Francia Jean-Maurice Ripert, e il numero due Usa Juan Alexandro Wolff se ne sono andati, seguiti a ruota dalla sua omologa britannica Karen Pierce, dal belga Johan Verbeke, dal croato Neven Jurica, dal costaricano Saul Weisleder. Subito dopo, per evitare che la riunione proseguisse a livello dei delegati visto che c'erano altri punti all'ordine del giorno, è intervenuto Spatafora, che non ha avuto difficoltà a convincere Kumalo a sospendere la riunione. Ieri, la Libia non ha fatto marcia indietro su Gaza, anzi: scambiando alcune battute con i giornalisti del Palazzo di Vetro Dabbashi ha addirittura giudicato la situazione nella striscia di Gaza simile, se non peggiore, a quella dei campi di concentramento della Germania nazista.BR