Rutelli voltagabbana, non ci collaboro
bROMA. /bb«Rutelli è un voltagabbana, se verrà eletto sarà difficile collaborare con lui». Silvio Berlusconi scende in campo nella battaglia per il Campidoglio e infiamma il dibattito alla vigila dl ballottaggio tra Francesco Rutelli e Gianni Alemanno. Mentre tutti i big di Pd e Pdl sono impegnati in prima fila con comizi nei quartieri più incerti, a replicare ci pensa Veltroni, ex sindaco di Roma e segretario del Pd.BR /b «Alla vigilia del voto Berlusconi minaccia di non collaborare con Rutelli, è un atteggiamento istituzionalmente inaccettabile», dice. Per Veltroni, che a Roma si gioca una battaglia decisiva per la solidità della sua leadership futura, «le istituzioni non hanno colore e devono servire ai cittadini tutti: la verità è che la coalizione di Berlusconi vuole un sindaco 'dipendente" e non chi come Rutelli può tutelare autonomia e forza di una città che in questi anni è stata un modello di cambiamento e di crescita economica e sociale».BR Ma Berlusconi non ci sta e attacca duro. «Prima non andava neanche in Chiesa e poi ha cominciato ad assistere a due messe per farsi vedere. Era un mangiapreti» assicura il leader del Pd, parlando di Rutelli. Rincara da Testaccio, quartiere storico della sinistra romana, Gianfranco Fini. Il candidato in pectore presidente della Camera scherza sul fatto che qualche anno fa non sarebbe potuto entrare nel quartiere neanche con i blindati, e parla del ballottaggio come di «una irrepetibile occasione di riscatto per Roma e per i romani, sentiano nell'aria che possiamo farcela», dice Fini, per il quale il primo faccia a faccia tv tra i candidati è stato nettamente vinto da Alemanno. Intanto, mentre Pierferdinando Casini conferma che il suo partito non si schiererà nè con Rutelli nè con Alemanno, il candidato del Pdl incassa il via libera de La Destra di Francesco Storace. E torna a battere sulla sicurezza. Parlando della necessità di una «controtendenza rispetto al buonismo degli ultimi anni».BR L'alleanza con l'estrema destra di Storace è contestata da Rutelli. Mentre a Roma scendono in pista Massimo D'Alema e Antonio Di Pietro, il vicepremier attacca il suo avversario. «Non credo che sia un grande guadagno avere un'alleanza del genere», dice sottolineando l'estremismo della coalizione avversa. Se la destra batte sul tema sicurezza il centrosinistra affronta il tema del traffico. Tredici grandi opere per risolvere il problema del traffico con un investimento di 5 mld di euro. A caricare gli animi del popolo di centrosinistra ci pensa Massino D'Alema, finora assai defilato nella lotta. Bisogna evitare che «una marea nera travolga la città» e per questo è necessario che gli elettori di centrosinistra non manchino al ballottaggio. Quanto all'allarme sicurezza D'Alema è sbrigativo: «Quello che loro hanno fatto per la sicurezza sono solo chiacchere, anzi una sorta di grida manzoniane che certo non fermano l'immigrazione: la Bossi-Fini ha reso difficile l'immigrazione legale ed ha cosi favorito l'immigrazione clandestina».BR bMaria Berlinguer /b