Sfiorato lo scontro in Libano
bTBININ. /b Nella notte tra il 30 e il 31 marzo, i militari italiani in Libano hanno intercettato un veicolo «sospetto» e subito dopo hanno avuto un incontro ravvicinato con «elementi armati», o meglio, un «contatto», in cui hanno scrupolosamente applicato le regole di ingaggio previste dalle Nazioni Unite: a rivelarlo è il «Force Commander» del contingente dell'Onu dispiegato nel Libano del Sud (Unifil), il generale Claudio Graziano. Erano circa le 01:30 quando la pattuglia formata da due veicoli, con a bordo quattro soldati ognuno, ha intercettato un automezzo sospetto e ha fatto manovra per raggiungerlo. All' improvviso «si è frapposta un'auto con a bordo elementi armati», ha raccontato il generale Graziano, aggiungendo che i militari «hanno preso posizione secondo le regole di ingaggio, ma gli elementi armati hanno dato modo a veicolo di dileguarsi» per poi a loro volta scomparire, ha detto il generale Graziano. Della vicenda ha riferito anche il quotidiano israeliano Haaretz, affermando che il veicolo sospetto trasportava munizioni e che era scortato da guerriglieri Hezbollah, ma il generale ha sottolineato che nessuno è grado di dire cosa trasportasse.BR