Fini è pronto a dire addio ad An
BR b ROMA./b b«Sarebbe una dimostrazione di grande presunzione rifiutare». Gianfranco Fini è pronto ad accettare la presidenza della Camera, annuncia che appena sarà eletto lascerà la leadership di An «con una certa emozione» e assicura che la lista dei ministri sarà pronta «poche ore» dopo l'incarico a Berlusconi da parte di Napolitano. Nell'attesa, Umberto Bossi mette le mani avanti e «blinda» i posti del Carroccio al governo: «Gli accordi sono definitivi. Le Riforme e l'Interno vanno alla Lega. Ci siamo io e Maroni. D'altra parte facciamo un favore a Berlusconi, perché chi dei suoi è in grado di affrontare i problemi della sicurezza e dell'espulsione dei clandestini? Ci vuole uno con le palle e Maroni lo è».BR /b Il leader della Lega conferma l'accordo che prevederebbe lui stesso alle Riforme, Maroni all'Interno, Calderoli vicepremier, Luca Zaia all'Agricoltura e poi annuncia anche un posto da viceministro alle Infrastrutture per Roberto Castelli («Lo mettamo li per fare le strade del Nord»). Bossi fa pressing su Berlusconi ma la partita è ancora aperta. E al centro c'è la guida della Regione Lombardia, che la Lega continua a considerare più importante di qualsiasi ministero e per la quale rinuncerebbe anche al Viminale.BR Formigoni ieri ha incontrato il Cavaliere per discutere di un suo possibile ingresso nel governo ma il faccia a faccia, durato poco più di mezz'ora, si è concluso con un nulla di fatto e una nuova puntata è in programma per oggi. Uscendo da villa San Martino, Formigoni ha detto solo «tutto bene», senza entrare nel merito del colloqio con il premier, che avrebbe confermato il desiderio di evitare le elezioni anticipate in Lombardia ed avrebbe chiesto al presidente della Regione di rimanere al Pirellone fino alla scadenza naturale del 2010. Per Formigoni, che punta a fare il ministro delle Attività produttive, sarebbe pronto anche il posto di vicepresidente nazionale del Pdl, mentre l'ingresso nel governo potrebbe avvenire tra due anni. La trattativa proseguirà oggi e l'ultima parola spetterà a Berlusconi.BR A far capire che il caso esiste è la stizzita reazione del governatore ciellino alla sparata di Bossi che in mattinata sentenzia: «Formigoni dovrebbe rimanere a Milano». Parole che hanno provocato la pronta replica del diretto interessato: «Il mio futuro politico lo decidiamo io e Berlusconi, non Bossi». Poi, davanti alle telecamere di Porta a Porta, è Gianfranco Fini a far saltare i nervi al governatore. «Formigoni resterà al suo posto dove onorerà fino alla fine il mandato ricevuto dagli elettori» sentenzia il leader di An e futuro presidente della Camera.BR La reazione di Formigoni, questa volta, è furiosa: «Non sapevo che fosse l'onorevole Fini a dover decidere del futuro mio e della Lombardia. Per quanto riguarda me e Berlusconi, abbiamo aggiornato il nostro colloquio a domani sera». E a niente serve la precisazione di Fini: «Ha frainteso le mie parole. Ho detto credo che rimarrà alla guida della Regione...». Il dossier Lombardia, insomma, è ancora aperto.BR
Gabriele Rizzardi