Corana, notte di paura per il fuoco

BR b CORANA./bb Incendio doloso nell'allevamento di cavalli da corsa, a pochi metri dalle scuderie. Domenica notte, poco prima delle 22, alcuni ignoti hanno appiccato il fuoco a un cascinale che conteneva circa 200 quintali di legna da ardere. E' accaduto all'interno dell'azienda agricola «Le Ghiaie», situata in via Cassero Alto, proprio sul confine tra i territori comunali di Corana e Silvano Pietra.BR /b L'azienda agricola appartiene a Fabio Adolfo Benvenuti e a sua moglie Elisa Agrusa, che abitano nella vicina Sannazzaro de' Burgondi. In quel momento i due titolari non erano a Ghiaie: a scoprire quanto stava accadendo è stato un operaio indiano. L'extracomunitario abita in una dipendenza dell'allevamento, proprio davanti al fienile bruciato: poco prima delle 22 ha sentito il rumore dell'incendio, è uscito e si è trovato davanti il fumo e le fiamme. Viste le dimensioni del rogo il dipendente non ha potuto fare altro che dare l'allarme al 115 e avvisare i datori di lavoro. I pompieri di Voghera sono arrivati sul posto in pochi minuti, ma ormai era troppo tardi per spegnere l'incendio e salvare il cascinale: i vigili del fuoco hanno dovuto accontentarsi di tenerlo sotto controllo, impedendo che le fiamme si propagassero alla casa, distante una quindicina di metri, o alle scuderie, che si trovano subito dopo l'abitazione. All'interno del porticato c'erano quasi 200 quintali di legna da ardere, che sono andati completamente distrutti. Il fortissimo calore ha provocato anche il crollo di buona parte del cascinale, realizzato in muratura. I pompieri vogheresi sono stati impegnati fino a dopo le 2 di notte; sul posto anche i carabinieri della stazione di Casei Gerola e una pattuglia del nucleo radiomobile di Voghera. Una volta spente le fiamme e raffreddato il luogo dell'incendio, i vigili del fuoco hanno fatto una prima indagine per stabilire le cause del rogo; indagine ripetuta la mattina dopo, con la luce del giorno. Nella casupola non c'era l'impianto elettrico (neanche all'esterno) nè veniva custodito materiale infiammabile di alcun tipo: inevitabile pensare a un'azione dolosa, anche se il calore ha cancellato ogni traccia di un eventuale innesco. Al momento dell'incendio sulla zona era in corso un forte temporale, che non è però bastato a frenare le fiamme: segno che il rogo è partito dall'interno del cascinale, appiccato da qualcuno. Impossibile sapere se si è trattato di un atto vandalico o del gesto di uno sconsiderato.BR

Paolo Fizzarotti e Filiberto Mayda