Madre difende i figli dal web, Microsoft insorge

bBRUXELLES./b Davide contro Golia. Una piccola società informatica olandese, guidata da una madre di famiglia di 46 anni, fa arrabbiare il gigante Microsoft per aver messo sul mercato un programma per impedire ai bambini di passare ore e ore davanti a internet. L'insolito braccio di ferro, sui quotidiani olandesi, arriva mentre la Commissione europea si appresta oggi ad adottare una comunicazione con la quale si propone di estendere a livello europeo un codice di condotta per impedire la vendita ai minori di video giochi violenti o destinati ad un mercato adulto. Microsoft ha presentato un ricorso contro la Unicaresoft Corporation, di proprietà di Carola Epink, accusandola davanti a un tribunale olandese di aver violato il diritto di proprietà intellettuale riguardo all'utilizzo del marchio MSN, il sistema ideato da Microsoft che permette di scambiarsi gratuitamente messaggi da una parte all'altra del mondo. «Microsoft - spiegano alla Unicaresoft Corporation - non vuole che noi utilizziamo il nome del dominio MSNlock. Una cosa incomprensibile, visto che migliaia di siti usano MSN, anche siti pornografici. E in questi casi Microsoft non si è mai lamentata». La società olandese portata in tribunale dal colosso informatico fondato da Bill Gates commercializza il sistema MSNlock da un paio di settimane. Si tratta di un sistema che permette ai genitori di limitare il tempo in cui i propri figli navigano e chattano sul web, ma anche di verificare i siti internet visitati o di filtrare gruppi di parole sulle loro messaggerie istantanee. La diffusione dell'accesso ad Internet pone nuovi problemi ai genitori e ai legislatori. «Nella comunicazione di oggi si riconosce che è questa la nuova sfida da affrontare, con regole nuove e condivise», spiegano alla Commissione europea. Bruxelles intende migliorare il'self regulatory system' gia' esistente per proteggere i minori dalla diffusione di video giochi, che rappresenta un mercato in continuo aumento: +52% in Usa a novembre, +16,6% in Italia nel mese di novembre. I video giocatori italiani, secondo uno studio recente, sono stati calcolati in circa 24 milioni, uno su due. Il giro d'affari spettacolare è proliferato anche grazie alla mancanza di 'paletti' a tutela dei minori, mentre aumentano le prove scientifiche sul legame tra l'esposizione a videogiochi violenti e comportamenti aggressivi e antisociali. Bruxelles intende impedire che questi prodotti finiscano nelle mani di bambini.BR