«Ho visto come è stata uccisa Chiara»
b GARLASCO./bb «Ho visto il film dell'omicidio di Chiara Poggi. Una visione terribilmente reale anche se non mi è apparso il volto dell'assassina. E' comunque una donna, ne sono certa». Sono parole di una sensitiva lomellina, la stessa che nei giorni successivi l'omicidio della giovane garlaschese aveva aiutato gli investigatori. Lei non è una sensitiva di professione, ma una stimata imprenditrice che ha visioni improvvise. Non vuole rivelare il suo nome, ma spiega come sarebbe stata uccisa la giovane laureata di economia e commercio e cerca di chiarire i retroscena di un delitto che, dopo otto mesi, resta un giallo impenetrabile. La donna spiega di aver anche avuto la visione di un'auto che si allontana da via Pascoli. Al volante un uomo che avrebbe aiutato l'assassina. E indica parzialmente i numeri di targa della vettura, una Peugeot 207 grigio-verde metallizzata. Un racconto che, se fosse vero, scagionerebbe Alberto Stasi, unico indagato per il delitto.BR /b «Chiara è stata uccisa per motivi che riguardano il denaro - continua la sensitiva - aveva scoperto qualcosa di importante. Un segreto che l'ha portata alla morte. Questa, almeno, è la mia sensazione».BR La donna racconta con precisione l'arrivo dell'assassina in via Pascoli. «E' stata una visione molto nitida - spiega - e la ricordo nei particolari. Quella donna è arrivata in sella ad una bicicletta nera, forse la stessa vista dalla vicina di casa. L'ha appoggiata al muro della villa ed è entrata. Ho visto chiaramente che non ha suonato il campanello, ha solo spinto il cancelletto che era già aperto. Forse Chiara sapeva che stava arrivando, forse l'ha vista dalla finestra. Quella donna aveva in mano una borsa di plastica che sembrava pesante. Ho percepito che dentro c'era l'arma del delitto. Ha aperto la porta d'ingresso della villa e si è trovata con Chiara nel corridoio girata di spalle. L'assassina non ha perso tempo, l'ha colpita la prima volta forse con l'arma ancora dentro la borsa. La povera Chiara è stramazzata a terra ed è stata colpita diverse volte con violenza e rabbia. E' stata una visione terribile che si è interrotta mentre la ragazza era ancora viva. E' ripresa quando ho visto l'assassina con i vestiti intrisi di sangue con un telefono cellulare in mano. Stava chiamando qualcuno forse per farsi aiutare».BR L'assassina, secondo il racconto della sensitiva, non poteva uscire dalla villa con gli abiti intrisi di sangue. Avrebbe quindi chiamato una persona fidata che le avrebbe facilitato la fuga.BR «Ho visto quell'auto - prosegue il racconto della sensitiva - che usciva da via Pascoli. Al volante c'era un uomo, ne sono sicura. Ho visto la Peugeot (la mia sensazione è che sia stata prestata al conducente) svoltare a sinistra verso Gropello Cairoli ed arrivare al bivio con la circonvallazione dove ha proseguito la fuga in direzione di Pavia. Sono riuscita a ricordare quasi tutti i numeri di targa. Poi la scena, come se fosse un film, è ritornata all'ingresso della villa: la bicicletta nera non c'era più. Quando mi sono svegliata ero agitatissima ma avevo la sensazione di aver assistito a quello che era successo la mattina del 13 agosto in via Pascoli. Non so chi fosse l'assassina, non l'ho vista chiaramente in volto. Ma posso dire che Chiara è stata uccisa per motivi legati al denaro. Forse aveva scoperto qualcosa di sporco. Sono convinta che il vero assassino alla fine sarà scoperto. Gli investigatori dovrebbero solo interrogare con determinazione una persona...».BR Le rivelazioni della sensitiva finiscono qui. La donna era stata già interrogata dai carabinieri e, probabilmente, sarà convocata di nuovo in caserma.BR Il suo racconto anche se confuso potrebbe essere utile ad un'indagine che, dopo otto mesi, ha indicato un solo colpevole: Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara. E' l'ultima persona che aveva visto la vittima e quella che aveva trovato il corpo. Ma gli elementi di prova contro il fidanzato sembrano tutt'altro che convincenti.BR