Il petrolio sfonda i 117 dollari e corre verso 120

bROMA. /bbIl petrolio sfonda anche quota 117 dollari, mettendo a segno l'ennesimo record a 117,53 dollari al barile. E mentre gli analisti già vedono quota 120, si rifanno i conti. Per ogni 10 dollari di aumento del barile, nel mondo l'impatto tra ricadute dirette ed indirette - ha detto il premier Romano Prodi - è di 500 miliardi di dollari. E pesa in maniera più consistente sui paesi poveri. Dietro i rialzi ci sono le dichiarazioni del segretario generale dell'Opec Abdullah Al-Badri che domenica ha escluso aumenti di produzione e le notizie arrivate dalla Nigeria su nuovi attacchi ad oleodotti da parte di ribelli del Mend.BR /b Secondo Prodi, «è necessario che i prezzi petroliferi siano relativamente stabili a livelli accettabili sia per i consumatori che per i produttori». Già nel 2008 il caro petrolio rischia di ridurre la crescita mondiale fra lo 0,5 e l'1% se i rialzi dovessero perdurare per tutto l'anno, ha avvertito intanto il vice direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, John Lipsky, ricordando che «il prezzo del petrolio è cresciuto di circa 40 dollari al barile rispetto alla media del 2007». A farne le spese saranno soprattutto le economie emergenti.BR Tutt'altro che preoccupato dall'andamento dei prezzi è l'Iran, 4º produttore al mondo di greggio: dopo il presidente Ahmadinejad (bassa una quotazione di 115 dollari e ingannevole vista la svalutazione del dollaro), il ministro del petrolio Nozari ha ribadito che «in questo momento i prezzi in termini reali non sono troppo alti». Il ministro dell'energia del Venezuela, Ramirez, sostiene che gli aumenti sono solo colpa della debolezza del dollaro. Ma secondo l'ad dell'Eni Paolo Scaroni, le quotazioni sono destinate a scendere a 60-70 dollari al barile in 3-4 anni anche grazie agli investimenti.BR bLa crisi dei mutui. /bIl Fondo Monetario Internazionale stima che le banche europee riporteranno ulteriori perdite per 43 miliardi di dollari, come effetto della crisi dei mutui subprime, dopo i circa 80 mld già persi dal mese scorso e ribadisce che la Bce ha spazio per abbassare il livello dei tassi di interesse alla luce del deterioramento dell'outlook economico. Ieri la Banca d'Inghilterra ha deciso d'intervenire in modo massiccio: un piano di credito per le banche in difficoltà da oltre 62 miliardi di euro, circa 100 milioni di dollari: bond assicurati dal governo in cambio dei ‘mutui a rischio' accumulati dalle banche, cioè delle ipoteche. Negli Usa, la Fed in marzo aveva deciso di immettere sui mercati 200 miliardi di dollari.BR bL'euro vola verso 1,60. /b Nonostante l'invito del Fmi a tagliare i tassi, l'euro ieri è salito ancora, a un centesimo dalla soglia di 1,60 (1,5948 per chiudere a 1,5918) in un mercato pronto a scommettere che i tassi di Eurolandia resteranno fermi per un bel pò. Secondo Erkki Liikanen, altro funzionario della Bce, le pressioni inflazionistiche sempre più forti potrebbero spingere la Bce addirittura a rialzare i tassi.BR bI conti dell'Italia. /bL'adesione di molti paesi europei agli obiettivi di medio termine di risanamento dei conti è «limitata». Lo scrive la Bce nel suo rapporto annuale, spiegando che «Irlanda, Grecia, Francia e Italia non si prevede raggiungano i propri obiettivi di medio termine per il 2010, e che il loro aggiustamento strutturale dei conti nel 2008 sia inferiore rispetto allo 0,5% del Pil in Belgio, Francia, Italia e Austria».BR