Dal 1996 una lunga scia di omicidi senza autore
bLECCO. /bEra il 29 agosto scorso quando a Morterone, nel lecchese, vennero scoperti i cadaveri di due giovani donne, completamente nudi, seviziati, avvolti in sacchi dell'immondizia. Sui corpi, quelli che avevano tutto l'aspetto di colpi d'arma da taglio. A trovarle era stato un cercatore di funghi che aveva sentito un forte odore provenire da un dirupo. Il volto delle due vittime era sfigurato per via dell'avanzato stato di decomposizione. A distanza di qualche giorno venne identificato il primo corpo: si trattava di Luminita Ioana Dan, di 17 anni, nata in Romania ma domiciliata a Milano. Con un figlio di pochi mesi in Romania, fu poi appurato che il compagno la costringeva a prostituirsi tra Milano e il Comasco. Il 10 settembre venne identificata anche la seconda vittima: si chiamava Ionela Dragan, anche lei romena, 20 anni ancora da compiere, in Italia da tre. Non era una prostituta anche se aveva piccoli precedenti penali ed era amica di Luminita. Tra le prime ipotesi sul duplice omicidio: uno sgarro punito ferocemente nel mondo della prostituzione come il delitto di un serial killer; si parlò anche di un festino a base di droga e champagne in qualche villa. Ma il loro non è l'unico giallo irrisolto che riguarda donne trovate morte, forse tutte del mondo della prostituzione, tra le province di Como e Lecco. Il primo risale al settembre 1996 quando in un bosco, vicino al cosiddetto 'Ponte delle Streghe" di Villa Guardia (Como) venne ritrovato il cadavere di una donna, sventrata. L'autopsia stabili che era dell'Est e che quando fu uccisa era incinta. Nel dicembre 2001, sempre nel Comasco, riaffiorò il cadavere di un'altra donna anche lei avvolta in sacchi dell'immondizia: capelli rossi, fra i 35 e i 45 anni, mai identificata. Il 23 gennaio 2004 in un bosco a Valbrona (Como) vennero trovati i resti di una donna racchiusi nel solito sacco nero, mani e piedi legati. (m.v.)BR