Compare un sesto cadavere

BR bLECCO. /bbUn omicidio legato al racket della prostituzione o il delitto di un serial killer: sono le due principali piste seguite dagli investigatori che indagano sul cadavere di una donna, probabilmente una prostituta tra i venti e i trent'anni, trovato domenica pomeriggio avvolto in sacco /b(nella foto, il luogo del ritrovamento)b.BR /b Il fardello era ai margini di un bosco a Perledo, nel lecchese. Sempre in provincia di Lecco, a Morterone, la scorsa estate erano stati trovati altri due corpi: anche allora si trattava di prostitute e anche allora erano state avvolte in sacchi. A trovare il corpo, impigliato ad un ramo sul ciglio di una scarpata, lungo la strada provinciale che da Esino Lario conduce a Parlasco, sono stati alcuni escursionisti.BR Attratti da un sacco di colore verde che emanava cattivo odore, inizialmente avevano creduto si trattasse della carogna di un animale, ma dopo aver fatto un piccolo taglio all'involucro hanno notato un braccio e si sono resi conto che si trattava di un corpo umano. I Carabinieri sono quindi intervenuti con l'unità rocciatori e hanno recuperato il cadavere.BR Una prima ispezione esterna, eseguita all'ospedale «Manzoni» di Lecco, ha consentito di accertare che si tratta di una donna di età dai 20 ai 30 anni, di carnagione bianca, di cui al momento non si conosce ancora l'identità. Dagli abiti che indossava, gli investigatori hanno ipotizzato che potrebbe trattarsi di una prostituta. Sulle cause del decesso, per ora gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Luca Fuzio della Procura di Lecco, non si sbilanciano in attesa venga effettuata l'autopsia. Compito particolarmente arduo visto che il cadavere risulterebbe in avanzato stato di decomposizione. Le indagini dei carabinieri stanno ora cercando di capire se vi sia un eventuale legame fra questo episodio e il duplice omicidio di due giovani romene, trovate anche loro in altrettanti sacchi del pattume in un bosco della Valboazzo, appena sotto l'abitato di Morterone, sempre in provincia di Lecco. I due luoghi sono in linea d'aria abbastanza vicini anche se collegati da due percorsi piuttosto lunghi e tortuosi. Già nell'agosto scorso, quando furono trovati i due corpi seviziati, si era ipotizzata, fra l'altro, la presenza di un killer delle prostitute. Per questo si erano cercati eventuali collegamenti con altre donne trovate cadavere in circostanze del tutto simili come quella, mai identificata, nei boschi di Valbrona (Como). Proprio nei giorni scorsi si era parlato di un'imminente svolta delle indagini su quel duplice omicidio, maturato negli ambienti della prostituzione, dopo che i carabinieri di Lecco avevano arrestato i componenti di una banda italo-romena operante tra Lecco, Varese e Milano.BR Sul cadavere, al momento, non ci sarebbero però elementi certi per privilegiare una pista d'indagine rispetto ad un'altra. Per prima cosa sarà necessario identificare in modo certo la vittima. Se dovesse essere confermato, come sembra, che si tratta di una prostituta, a quel punto le piste investigative si ridurrebbero ad un paio: quella del racket legato alla prostituzione e quella del serial killer.BR

Monica Viviani