Negozi di dischi, rischio chiusura
b PAVIA. /bb«Salviamo i negozi di musica e dischi». E' l'appello lanciato ieri dalla Confesercenti in occasione del «Record store day», in programma in America con la mobilitazione dei grandi del rock nella giornata per salvaguardare le piccole rivendite decimate dal crollo degli acquisti dei cd. Alla petizione hanno aderito tra gli altri Paul McCartney e Bruce Spingsteen.BR /b «I negozi del settori a Pavia sono cinque - dicono Romeo Iurilli e Antonio Bobbio Pallavicini della Confesercenti - Abbiamo approfittato dalla giornata mondiale per sensibilizzare il pubblico sulla situazione dei negozi di musica e dischi: un momento di riflessione sulla valenza culturale di questa attività. Anni e anni di impegno da parte degli operatori per sopravvivere fino ad oggi dovendo lavorare nel regime di monopolio delle multinazionali, senza la minima collaborazione da parte loro nell'affrontare i problemi di mercato. Con l'avvento delle nuove tecnologie, della masterizzazione selvaggia, dei download (cioè lo scarico delle musiche) più o meno legali, ci troviamo di fronte a chiusure sistematiche di negozi di dischi specializzati».BR La Confesercenti si mobilita affinchè «questa tendenza si fermi o si inverta. Sono necessarie diverse azioni su più piani: un movimento di opinione che capisca l'importanza culturale di questa presenza nel territorio; una forte volontà politica trasversale, fortunatamente dimostratasi in questi ultimi mesi, tesa ad abbassare l'Iva dal 20 al 4% per far diminuire ulteriormente il prezzo del supporto, già comunque diminuito notevolmente; una collaborazione costruttiva e di non conflittualità tra vari format, distribuzione finale, e le major cosi come oggi avviene con le etichette indipendenti che rappresentano per noi linfa vitale per la diffusione dei prodotti di nicchia; non da ultimo, una regolamentazione della concorrenza sleale e della vendita sottocosto, che ci ha procurato un notevole danno economico e di immagine, da parte della grande distribuzione, delle edicole e di soggetti come ad esempio le Poste Italiane. Dal 19 aprile in tutti i negozi di musica e di dischi per il piacere di rimpossessarsi della musica che più amate e ad assistere a piccoli concerti ed altre mille iniziative».BR In Italia 15 milioni di cd e musicassette, dei 55 milioni venduti, provengono dal mercato nero. I maggiori produttori di cd contraffatti sono Taiwan, Hong Kong, Singapore, Macao, e l'Italia (Campania e Nord Est) che a livello internazionale si colloca al quinto posto della top ten mondiale con il 25%. del mercato nelle mani dei pirati. Una percentuale che supera il 40% al Sud dove i proventi delle vendite contribuiscono all'arricchimento.BR