Il Pd del Nord? Bocciato Cofferati

BR b ROMA. /b«Il Partito democratico è nato come partito su base federale regionale, allora, non si possono cambiare le basi ogni due mesi. Seguiamo le regole del Pd e andiamo avanti». Romano Prodi boccia la proposta di Sergio Cofferati di dare vita ad un Pd del Nord. Lo stop parte da Bologna dove il Professore sottolinea l'origine del partito di cui è stato fondatore e ricorda che il Pd è nato regionalista e federale: «La sua base sono le regioni. Il Pd deve semplicemente tenere fede al suo statuto perché è la sua legge e la sua regola».BR Per il premier uscente, insomma, non è necessario cambiare le regole che il partito si è dato e, soprattutto, non si deve creare un partito federato con il Pd. Walter Veltroni, che domani riunirà a Milano i segretari regionali, preferisce tenersi fuori dalla querelle: «Il Pd» si limita a rispondere «è una grande forza che si è insediata. Ci sono elezioni che segnano la fine di un percorso e altre in cui inizia, e queste sono state elezioni da cui si inizia».BR La questione, che appassiona e divide le anime del partito, è comunque destinata a dominare la scena del dopo-sconfitta. E gli attriti non mancano. Partendo dalla convinzione che nel Pd non vincerà mai la formula «dell'uomo solo al comando», Rosy Bindi invita Veltroni a creare una «squadra» e definisce «un mezzo imbroglio» l'idea di un Pd del Nord mentre Arturo Parisi legge nelle parole di Cofferati la «tentazione» di passare dalle bandiere rosse alle bandiere verdi della Lega ed invita tutti a «difendere il Tricolore».BR Con una intervista a 'Repubblica", Massimo Cacciari spiega invece che dal Pd del Nord dovrebbero restare fuori le Marche, l'Emilia Romagna e quindi Cofferati. Per il sindaco filosofo, il Pd del Nord deve essere «non un altro partito, ma una struttura del Pd inequivocabilmente federale». Una struttura federale che sia «veramente libera» nella formazione dei gruppi dirigenti, nelle strategie e nei programmi.BR Molti esponenti del Pd leggono invece nella proposta di Cofferati il rischio di creare una doppia leadership e il relativo «dimezzamento» della segreteria Veltroni. Ed è per questa ragione che, a due giorni dalla sua intervista alla 'Stampa", Cofferati si è fatto vivo ieri per per gettare acqua sul fuoco e precisare meglio la sua proposta.BR «Penso a un solo partito e a un solo segretario, che è Walter Veltroni. Poi» spiega il sindaco di Bologna «serve che il partito si strutturi con una macro-area che abbia un organismo politico rappresentativo delle sua istanze».BR Secondo l'ex segretario della Cgil, le regioni che dovrebbero entrare nella macro-area sono Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli ed Emilia Romagna.BR Il Pd del Nord si farà? «Si può e si deve fare senza chiedere il permesso a Roma» taglia corto il presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, che sottolinea come già prima delle elezioni alcuni esponenti («Chiamparino, Cacciari, Penati») avevano iniziato un «percorso in questa direzione».BR

Gabriele Rizzardi