Valeggio, il castello riapre il portone

b VALEGGIO./bb Il castello rinasce a nuova vita a circa 30 anni dalla chiusura al pubblico. Domenica, grazie all'inedita Festa di primavera, l'antichissimo maniero tornerà a ospitare eventi a carattere pubblico: l'artefice del nuovo corso è la società Castello di Valeggio, a fianco della Pro loco del presidente Luigi Cuzzoni. Dalle 11 e fino al tramonto il castello accoglierà una serie di appuntamenti studiati per rievocare le atmosfere medievali. «Siamo felici che il nostro simbolo torni a essere vissuto come succedeva fino a tre decenni fa», commenta il sindaco Fabrizio Crepaldi.BR /b Sul terreno calcato dall'imperatore Carlo V d'Asburgo e dal genio Pico della Mirandola, che nel castello alternava gli studi agli svaghi, si svolgerà la Festa di primavera. In programma ci sono la mostra fotografica «Cielo, terra, acqua e riso», la musica e le danze rinascimentali a cura del gruppo Biancofiore (alle 12) e la simulazione di caccia in costume d'epoca con un gruppo di arcieri (alle 12.30). A seguire, pranzo all'aperto con buffet. Nel primo pomeriggio si esibiranno i tamburini del Palio delle contrade di Vigevano (alle 15), cui seguiranno una dimostrazione di volo con i falconi (alle 15.30) e un'esibizione di tiro con l'arco per tutti i partecipanti (alle 16). Durante la manifestazione di domenica saranno disponibili cibo e bibite varie: balli e intrattenimenti a cura di Demy. «Domenica, oltre ai richiami gastronomici e musicali, i nostri ospiti potranno conoscere più da vicino il nostro simbolo architettonico, la cui origine risale almeno all'VIII secolo - spiega ancora il sindaco Crepaldi -. Nel dizionario corografico dell'Amati, risalente al 1878, si legge che all'interno dell'attuale perimetro delle mura del castello sorgeva un'altissima torre: a un'estremità era scritto «Ambrosius Majnoni fecit opus an. 703». Dunque, il nostro maniero ha, quanto meno, 1.300 anni di storia documentata». Nei secoli passati il territorio di Valeggio risultava particolarmente propizio alle battute di caccia, grande svago di principi e signori medioevali: di qui passarono sicuramente le corti dei Visconti e degli Sforza. «Naturale che, sin dall'alto Medioevo, nel nostro paese sorgesse un castello per difesa e residenza, la cui struttura architettonica risulta ancora oggi di grande imponenza e singolarità - aggiunge Crepaldi -. Non vi sono dati certi sulla costruzione della primitiva rocca, che forse fu costruita dai Sannazzari; l'attuale costruzione è ritenuta, almeno in parte, duecentesca poiché è noto che una rocca di Valeggio fu espugnata dai Milanesi nel 1215». Fra storia e leggenda, invece, la presenza di due fra i sovrani più potenti del XVI secolo: Francesco I di Francia e Carlo V d'Asburgo, imperatore del Sacro Romano Impero. Per molti anni avversari, i due monarchi si scontrarono più volte. In particolare, nel 1525 il re francese fu sconfitto nella celeberrima battaglia di Pavia: non è azzardato, dunque, ipotizzare il passaggio da Valeggio dei due principi, che in quegli anni erano praticamente di casa in Lomellina. E' documentato, tra i frequentatori, anche il famoso Giovanni Pico della Mirandola. Poi il declino. Nell'Ottocento il castello, che nel Medioevo e nel Rinascimento aveva rappresentato l'epicentro di tutta l'attività agricola circostante, rivelava pesanti segni di degrado. Oggi la rinascita con la riapertura al pubblico.BR bUmberto De Agostino /b