Dna dei capelli, risultati fra una settimana

bGARLASCO. /bbIl Dna potrà dire se i capelli sono di Chiara, o del suo assassino. I primi risultati entro una settimana: è iniziata a Pavia la procedura per estrarre il codice genetico da una quarantina di capelli, trovati nella mano di Chiara Poggi e vicino al suo cadavere. Una parte dei capelli è strappata, la ciocca vicino al corpo sembra invece tagliata da una lama: un gesto definito quasi 'feticista" dalla difesa dell'unico indagato Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara. «Ma come può questa affermazione andare a discarico del ragazzo?», commenta l'avvocato dei Poggi, Gianluigi Tizzoni.BR /b «Dovrebbe esserci una valutazione psicologica prodotta dalla difesa stessa - spiega Tizzoni - che accerti la mancanza in Alberto Stasi di un 'inclinazione di questo tipo». In ogni caso, l'idea di un assassino che dopo aver ucciso taglia una ciocca di capelli alla vittima - o una ciocca dei propri capelli - per lasciarli sul luogo del delitto, è piuttosto difficile da immaginare, secondo il legale della famiglia Poggi.BR Che aggiunge: «Se la ciocca trovata vicino al cadavere risultasse davvero tagliata - e non strappata - potrebbe essere avvenuto anche durante l'aggressione, mentre il killer colpiva alla testa Chiara, usando l'arma con una particolare angolazione». Un'arma mai ritrovata, paragonata a una piccozza o una zapetta da giardino.BR La relazione del medico legale Marco Ballardini, che ha eseguiti l'autopsia sul corpo della 26enne Chiara, parla di 'un corpo contundente non ben identificabile, con stretta superficie battente metallica". Cioè: l'arma era di metallo, almeno nella parte che ha colpito Chiara.BR Aveva inoltre uno 'spigolo o più spigoli molto netti, e la presenza di punta talora usata come tale". Vale a dire, la parte a punta è stata usata per conficcarla nella testa della vittima. Ma l'arma aveva anche 'una proprietà tagliente (che) sembra essere stata applicata come tale".BR bUn Dna 'parziale". /bUn mese fa, la Procura di Vigevano ha affidato una nuova consulenza a due biologi dell'Istituto di Medicina legale dell'Università di Pavia, Carlo Previderè e Gabriella Peloso. Devono analizzare, insieme ai consulenti di parte - si tratta di accertamenti non ripetibili - alcuni reperti (i capelli in questione) su cui i Ris non hanno tentato di estrarre il codice genetico, ritendoli 'non attribuibili".BR Questo perché ritenuti privi del bulbo pilifero, da cui si estrae il Dna completo o 'nucleare". In realtà, uno dei capelli (in tutto 36) il bulbo lo avrebbe, secondo le nuove analisi. In ogni caso, si tenterà di ricavare un codice genetico almeno parziale, derivato dalle cellule mitocondriali, trasmesse per linea materna.BR Anche per questo, dopo i carabinieri dei Ris di Parma la Procura di Vigevano ha scelto due nuovi consulenti, che hanno tempo fino al 19 maggio per consegnare gli esiti delle analisi sui capelli prelevati a villa Poggi dove Chiara è morta il 13 agosto 2007.BR Si è conclusa la fase preliminare della caratterizzazione morfologica, finalizzata a definire lunghezza, colore, spessore e stato di ogni capello, che è stato ricatalogato separatamente. Il passo successivo è appunto estrarre il Dna dai capelli, e capire di chi siano, o almeno di chi 'non" siano.BR All'istituto di Medicina legale di Pavia è iniziato questa settimana l'iter per definire il codice genetico, con i primi risultati utili previsti a metà della settimana prossima.BR