«Io stanco? Sarei pronto a ripartire»
BR bROMA./b «Voglio essere Walter per un giorno», scherza Antonello Venditti dal microfono. Sono da poco passate le 15,00 di mercoledi 9 aprile, piazza Plebiscito a Napoli è ancora vuota, il cantautore sta provando l'impianto d'amplificazione. Si rivolge alle decine di ultrafedeli che già occupano la prima fila: «Come vi devo chiamare? Compagni? Amici?».BR Si può partire da qui per raccontare un giorno da Walter. Muoversi fra i due confini dell'identità di questo Pd. Che cos'è, che cosa è diventato lungo i 22 mila chilometri che i due pullman con le dita a formare una 'W" hanno percorso attraverso l'Italia? Mercoledi il giro è alle ultime due tappe, tocca due piazze simbolo, altri due estremi. Quella di Napoli resa incandescente dai roghi di spazzatura. E piazza Maggiore a Bologna, l'approdo naturale, da sempre la piazza più amica. In una incontra Antonio Bassolino, nell'altra Romano Prodi. Due compagni di strada per motivi diversi impopolari di questi tempi. Ma che Walter non tradisce. E alla fine sarà Flavia Prodi a fare gli auguri più familiari: «La moglie del prossimo premier si chiamerà ancora Flavia questo è sicuro». Parla ovviamente di Flavia Veltroni che mercoledi, come in gran parte del tour, ha accompagnato fedelmente Walter.BR bOTTOMILA COMUNI /b Nelle ore successive alle prove di Venditti piazza Plebiscito si è andata via via riempiendo di gente. Più di centomila, diranno poi gli organizzatori. Soprattutto più di quanti ce n'erano con Berlusconi solo una settimana prima. Ma la giornata dell'ultima tappa di Veltroni, era iniziata assai prima.BR Poco dopo le otto di mattina il segretario è infatti già al lavoro nel 'loft" di piazza Anastasia, a Roma. C'è da definire con i collaboratori più stretti gli ultimi dettagli per le chiusure della campagna elettorale, da incastrare gli interventi per Tv, radio e giornali. Walter è in vestito grigio, cravatta blu. «Non sono stanco», ripete a tutti. «Non sono per niente stanco, potrei ripartire. Magari invece delle 110 province la prossima volta facciamo gli 8 mila Comuni».BR bA NAPOLI IN EUROSTAR /b Alle 10,30 è già ora di registrare «Porta a porta» che andrà in onda a tarda sera. Appuntamento delicato, un nuovo duello a distanza con il Cavaliere proprio mentre infuriano le ultime polemiche su Napolitano. Quindi via a prendere l'eurostar. Quando intorno alle 16,30 Veltroni arriva alla stazione di Napoli ha una brutta sorpresa. Qualcuno fra i tassisti in perenne fila si accorge del suo arrivo. «Silvio-Silvio», urla la lobby più arrabbiata con il segretario del Pd. E poi: «Vergognati!», «Fuori dall'Italia!». E' solo un momento, Walter allarga le braccia sconsolato e se ne va. Ma certo come aperitivo non è incoraggiante. Se questo è il clima che lo aspetta a Napoli c'è da tremare.BR E invece a piazza Plebiscito nel frattempo è successo qualcosa di completamente diverso. La piazza si è andata riempiendo, ma anche rivestendo. Ha messo gli abiti della lotta alla camorra. Una delle sfide principali di Veltroni.BR bGUERRA ALLA CAMORRA /b Uno striscione grida i nomi dei boss. «Zagaria, Iovine, Schiavone, Latorre, Bidognetti, Belforte: cancelliamoli tutti!». I ragazzi del Pd distribuiscono adesivi con su scritto: «Rifiuta il pizzo», e spillette con un buffo simbolo della lotta alla camorra che sembra il componente elettronico di un circuito stampato. «Veltroni ha dato il segnale di una novità politica non solo nel metodo», assicura Amedeo Cortese, classe 1982, il più giovanme candidato d'Italia alla Camera. «Qui nessuno parlava di camorra, nessuno pronunciava i nomi dei clan. L'ha fatto Saviano, ma da scrittore. Noi invece con Walter li vogliamo portare in piazza perché lui ha fatto capire che vuole fare sul serio».BR bI RAGAZZI DEL PD /b Detto fatto. I ragazzi del Pd li hanno davvero portati in piazza i nomi della Camorra. Ci sono decine di cartelli: «Portici contro il clan degli Ascione», «S. Antimo-grumo contro il clan dei Puca», «Ponticelli contro il clan De Luca Bossa», «Secondigliano contro il clan Contini», «Torre Annunziata contro il clan Gionta». E via elencando, paesi della Campania e chi li strangola. «No alla camorra. Per una nuova resistenza civile», recita un altro striscione.BR Compagni o amici? Il giro d'Italia di Veltroni sembra aver tracciato il primo solco di una nuova sintesi. Qui a Napoli se ne vedono i segni. La difesa della legalità è un primo tassello, la crescita economica è il secondo, una politica che decide il terzo. Il nuovo partito non sembra affatto il vecchio Pci, come si affanna a ripetere Berlusconi. Ma neanche una nuova Dc, come accusano Bertinotti e i suoi. «Questa terra è infestata da una potenza criminale, se non ce ne liberiamo per noi giovani non c'è futuro», dice Cortese.BR bLA PIAZZA ESPLODE /b In piazza intanto sono arrivati gli uomini di partito. Ci sono soprattutto i due nomi finiti sotto accusa dentro e fuori il centrosinistra. Il sindaco Rosa Russo Iervolino sembra affaticata. Giacca blu e gonna nera guadagna il palco. Antonio Bassolino no. Lui, orgoglioso, si prende gli applausi della gente che grida «non mollare». «Certo quelle parole mi hanno fatto piacere», dice dell'approvazione ricevuta da Veltroni sul suo progetto di lasciare fra un anno. «Tra noi c'è un rapporto di stima e di amicizia antico».BR Ma ecco che arriva il pullman. Veltroni scende insieme a Massimo D'Alema, capolista per la Camera in Campania. La piazza esplode, Veltroni si batte la mano sul cuore quando riconosce amici fra la folla. Chiama con lui D'Alema, ma anche Marco Follini, capolista al Senato. A parlare per prima è però un'altra giovanissima, una costante in questo giro veltroniano. E non solo un elemento di folclore. Veltroni ne ha fatto un punto di programma quello di dar spazio a giovani e donne. Cristina Mastrapasqua ha 19 anni «e due giorni», come specifica lei, una delle più giovani elette della costituente del Pd. E parlando a Napoli Veltroni lancia le candidature di due donne che vorrebbe come ministri: l'imprenditrice Annamaria Artoni, 41 anni, e Ileana Argentin, 43 anni, disabile, già consigliere per l'handicap per il Comune di Roma.BR bIN VOLO A BOLOGNA /b Mantiene il punto, non risponde agli attacchi personali di Berlusconi, ma certo in quest'ultima tappa cambia registro e non risparmia bordate sul suo avversario. C'è però giusto il tempo di ricevere l'ovazione di Napoli che bisogna volare a Bologna.BR A piazza Maggiore c'è il palco delle grandi occasioni. Ci sono Anna Finocchiaro, Pierluigi Bersani, il sindaco Sergio Cofferati, Dario Franceschini ma c'è soprattutto Romano Prodi. Il premier e fondatore dell'Ulivo è rimasto in disparte durante questa campagna elettorale. Ma qui, nella sua Bologna, Veltroni vuole sottolineare che non ha dimenticato tutto quello che il professore ha fatto per l'Ulivo. Gli dice più volte «grazie» per aver governato anche con una maggioranza rissosa e divisa. E Prodi lo ricambia con un vero passaggio di consegne: «A te la responsabilità, a te la vittoria, a te il Partito democratico».BR bAS POL FER /b Le facce in prima fila dietro le transenne, qui sono facce segnate dalle rughe, molte le teste candide. I ragazzi sono più dietro. I partigiani di Carpi alzano uno striscione: «As pol fèr», si può fare. Fra i brani musicali non c'è solo «Mi fido di te» di Jovanotti, ma anche «Bella ciao», pur nella versione ritmata dei Modena City Ramblers. Quando arriva il pullman sono baci e abbracci con Prodi e la Finocchiaro. Veltroni mette nel mirino Berlusconi che ha ripetuto che Mangano, il boss mafioso alle sue dipendenze ad Arcore, è stato un eroe.BR «Non lo ripeta - invoca la Finocchiaro - altrimenti dobbiamo pensare che vuol mandare un messaggio a qualcuno». E Veltroni sottolinea: «Mangano è stato condannato nel processo istruito da Falcone e Borsellino. Per loro l'eroe è il condannato. Per noi sono i magistrati uccisi».BR Sono le 23 e 15 quando Veltroni risale sul pullman e termina l'ultima giornata del suo tour. Non è finita. Ci saranno le chiusure di Milano e Roma. In attesa di domenica, quando, ripete non dimenticando la sua passione calcistica, «si gioca la finale: non mancate, fatelo voi il risultato».BR
Andrea Palombi