«Il Senato al Pd, se Napolitano si dimette»
bROMA./bb La presidenza del Senato all'opposizione solo se Napolitano si dimette e al suo posto viene eletto un Capo dello Stato votato dal Pdl. La proposta choc, che viene derubricata ad «ipotesi di scuola» ma che fa subito scattare il gelido «no comment» del Quirinale e la secca condanna di tutto il centrosinistra e dell'Udc, è di Silvio Berlusconi che in serata prova a gettare acqua sul fuoco ed esclude l'intenzione di puntare al Colle: «Non c'è nessuna mia vocazione per il Quirinale». La precisazione giunge dopo una giornata di esternazioni che hanno indotto gli esponenti politici (soprattuutto quelli della Sinistra Arcobaleno) a pensare il contrario. «Giorgio Napolitano è stato eletto dalla sinistra. Nel nostro paese non c'è un regime di piena democrazia».BR /b «Non c'è un sistema di pesi e contrappesi. La sinistra, pur avendo vinto le elezioni con i brogli, ha messo le mani su tutte le istituzioni» spiega al Tg3 il Cavaliere che, a quattro giorni dal voto, chiede indirettamente la testa del Capo dello Stato nei confronti del quale dice comunque di «portare stima», di non aver mai avuto «un minuto di contrasto» con lui e poi prova a chiudere la partita con un «basta polemiche: lunga vita a Napolitano». Ma davvero il Presidente della Repubblica è stato voluto solo dalla sinistra? «Anche buona parte del centrodestra si era detto, attraverso una serie di importanti esponenti, favorevole alla mia elezione al Quirinale» ricorda Giorgio Napolitano nella prefazione della sua autobiografia «Dal Pci al socialismo europeo».BR Quel che è certo è che la pressione sul Quirinale da parte di Berlusconi è evidente ed è accompagnata dall'annuncio che, se il Popolo della Libertà vincesse le elezioni, all'opposizione non potrebbe andare la presidenza di una delle due Camere. «In questo momento non si può chiedere a noi di rinunciare a una carica dello Stato quando tutte le cariche sono nelle mani della sinistra» spiega Berlusconi, che nel pomeriggio aggiunge: «Se avessimo un Capo dello Stato votato da noi sarebbe assolutamente doveroso dare la presidenza del Senato all'opposizione, cosa che loro non hanno fatto».BR Se il Quirinale risponde con un «no comment» alle parole di Berlusconi, Walter Veltroni parte all'attacco e accusa il suo principale avversario politico di «avvelenare costantemente la vita democratica del paese». «Sono 15 anni che Berlusconi mette il paese sotto stress, sotto tensione. Lo ha indebolito, lo ha fiaccato, lo ha messo nell'impossibilità di correre in un clima di serenità e di unità» spiega il candidato premier del Pd, che accusa Berlusconi di denunciare i brogli «solo quando perde pur avendo due arrestati per brogli nel proprio schieramento politico». Per Fausto Bertinotti quelle di Berlusconi sono «esercitazioni fuori dalla politica» e comunque «irrispettose del ruolo del Capo dello Stato» che è, come prevede la Costituzione, super partes e garante di tutti i cittadini.BR La critica più severa viene comunque da Pier Ferdinando Casini, che viene frequentemente accusato dal Cavaliere di averlo costeetto alle dimissioni nel 1996 e di avergli impedito la vittoria nel 2006. «Quello che sta accadendo era tutto scritto. Fino a pochi mesi fa Berlusconi diceva di voler fare un governo con Veltroni, poi ha detto che avrebbe dato la presidenza di una Camera all'opposizione. Oggi dice che Napolitano si deve dimettere. La verità - taglia corto il leader dell'Udc, che cita la frase con la quale Fini bocciò la nascita del Pdl - è che siamo alle comiche finali».BR