«La via Francigena passi da S. Albino»

b MORTARA./bb Il percorso della via Francigena a Mortara, secondo il Ministero dei beni culturali, non doveva passare per Sant'Albino. La storica abbazia, fondata nel IV secolo dopo Cristo e ristrutturata con i fondi del Giubileo per creare una struttura in grado di accogliere i pellegrini, era stata infatti esclusa dal tracciato iniziale deciso dalle autorità romane che indicavano la via di Sigerico.BR /b E' il percorso che tradizionalmente attraversava Mortara e le sue campagne. Cosi l'Amministrazione comunale di Mortara ha deciso di chiedere (con una delibera) una rettifica a questa decisione, per tornare ad inserire la chiesa medievale nel tracciato che dovranno seguire i pellegrini che vorranno raggiungere Roma partendo dal nord del Piemonte. L'abbazia di Sant'Albino ogni anno accoglie una media di una settantina di pellegrini, che trovano accoglienza proprio negli spazi ricavati accanto alla chiesa. Qui un custode ospita chiunque arriva, mettendo a disposizione delle camere per il riposo grazie anche alla disponibilità del rettore dell'abbazia, padre Nunzio De Agostino. E proprio padre Nunzio ha sempre fortemente creduto nel rilancio della via Francigena.BR «Nella nostra delibera, che abbiamo trasmesso al ministero, abbiamo effettivamente individuato un tracciato diverso rispetto a quello indicato in precedenza - spiega l'assessore Luigi Ferrari Bardile -: un percorso che tagliava fuori proprio Sant'Albino. Il nuovo cammino, che prevede un'area protetta per il transito dei pellegrini verso Roma, verrà anche indicato nel pgt, il piano di governo del territorio che stiamo realizzando. In questo modo sarà segnalato in maniera definitiva e non potrà subire interferenze da altri progetti». Il tracciato, oltre a Sant'Albino, sarà individuato nella zona a est della città, in sintonia con quanto indicato dal Comune di Tromello. «E' vero che nel passato non esisteva un solo percorso - continua Bardile -: i pellegrini passavano dove era più comodo, anche a seconda delle stagioni e delle epoche. Comunque ora si tratta anche di garantire un percorso protetto». (s.m.)BR