«Un grande accordo sulla sanità»

b PAVIA./bb Che sia ormai necessario fare sistema, in questa cittadella sanitaria, l'ha ribadito anche il rettore dell'Università, Angiolino Stella. E ieri - alla celebrazione dei 50 anni di fondazione dell'istituto di cura Città di Pavia (e anche del gruppo San Donato di cui fa parte) - erano tutti d'accordo. A cominciare dal suo presidente, Giuseppe Rotelli, un giurista prestato ormai definitivamente alla sanità. Figlio del fondatore, un chirurgo che nel 1957 ebbe la stessa intuizione: fare sistema. «Fu un'operazione audace, coraggiosa. Ma non in antagonismo con l'Università e il San Matteo - ha raccontato ieri Rotelli -. Anzi, i fondatori e i medici che vi lavorarono si scelsero ciascuno un medico del policlinico più autorevole e lo portarono qui».BR /b «A quei tempi si poteva fare. Mio padre chiamò Salvatore Donati. Fu una scelta felicissima - ricorda ancora - E anche con l'Università questa struttura è intimamente legata». Fu la prima sede della clinica di Medicina del Lavoro con Salvatore Maugeri, per ben quattro anni. E il filo delle relazioni accademiche non si è mai interrotto. Molti docenti del corso di laurea in Medicina insegnano qui, in via Parco Vecchio.BR Tra il pubblico sono in tanti ad annuire, pescando tra i ricordi di un'esperienza condivisa. Ma il messaggio è chiaramente rivolto al futuro: un invito alla collaborazione. Senza sfarzo e con modestia - rimanendo per tutta la cerimonia in piedi, accanto ai suoi collaboratori, alle infermiere e alle impiegate che lavorano li da 30 anni - il professor Giuseppe Rotelli ha rilanciato l'idea della cooperazione. Anche perché Città di Pavia adesso sta crescendo. Settecento dipendenti e 51 milioni di fatturato, spiega Rotelli «parlando di danè» e rispolverando una pavesità, almeno linguistica, mai dimenticata. «Pavia è una città austera, non ama la retorica - ha detto - e io mi trovo pure in sintonia. Per questo abbiamo optato per una festa in famiglia. E poi dentro l'ospedale c'è un cantiere». Quando sarà terminato - si prevede nel 2010 - il gruppo avrà investito più o meno 30 milioni di euro. Ieri il taglio del nastro del secondo lotto, stamattina la consegna di un nuovo, terzo lotto dei lavori. L'alta tecnologia è già tutta installata. Quello che Rotelli chiama 'il satellite" (radiologia, Tac, risonanza magnetica, ecografia, emodinamica) è in funzione. Cosi come il poliambulatorio e il blocco operatorio con tre sale.BR Ieri il taglio del nastro dei locali, ancora freschi di intonaco, per la degenza (45 posti letto): camere a uno o due posti letto con bagno privato, quattro postazioni di Terapia intensiva, zona parto e neonatologia (creata proprio da un ex del San Matteo, Giorgio Rondini), laboratorio analisi. E palestra, cucina, uffici. Colori pastello - azzurro, giallo, pesca - sono stati utilizzati secondo le regole della cromoterapia non solo per i reparti ma anche per i corridoi. Scelti da architetti e psicologi. Ieri il presidente, insieme al direttore sanitario del gruppo, il professor Gabriele Pelissero, ha accompagnato gli ospiti - l'assessore regionale Giancarlo Abelli, il consigliere Carlo Porcari, il sindaco Piera Capitelli, il rettore Angiolino Stella con il preside di Medicina Alberto Calligaro, ma anche Alberto Guglielmo e Pietro Caltagirone, presidente e direttore generale del San Matteo, Simona Mariani direttore generale dell'Asl - in una visita guidata tra i nuovi reparti. Il vescovo, monsignor Giovanni Giudici - affiancato dal cappellano don Antonio Giorgi - ha benedetto «l'opera ben sapendo che, oltre all'importanza di avere una struttura funzionale, in grado di offrire una qualità alta del servizio al malato, sia importante avere anche un dialogo. Un chinarsi di operatori e medici sulla persona».BR Nel pavese il gruppo gestisce tre 'stabilimenti sanitari" (clinica Morelli, istituto di cura Città di Pavia e Beato Matteo a Vigevano) - come ama chiamarli Rotelli - con 400 posti letto e 15mila pazienti all'anno. Dati che rientrano in una quadro molto più ampio, quello del gruppo San Donato, il primo in Italia e tra i primi in Europa. Diciotto ospedali (dall'istituto ortopedico Galeazzi leader nel suo settore a una delle più prestigiose cliniche private italiane La Madonnina di Milano), 3.956 posti letto con 8.621 dipendenti e un flusso di oltre 2milioni e 200mila pazienti. Il gruppo San Donato occupa l'8% dei posti letto della Regione Lombardia alla quale fa quadagnare ogni anno circa 5 milioni di euro netti per i pazienti che provengono da fuori regione e che muovono una cifra come 78milioni.BR