La «casermetta» finisce all'asta in attesa di vendere anche il macello
bVOGHERA./b Approvato il bilancio, riparte l'iter delle dismissioni, ovvero della vendita all'asta da parte del Comune delle proprietà immobiliari inutilizzate.BR I primi dei 'gioielli di famiglia" a finire all'asta (all'inizio di maggio) saranno la palazzina di via dei Mille che fino alla metà degli anni Ottanta ha ospitato una caserma dei carabinieri e l'ex scuola elementare di Campoferro.BR I due lotti (all'asta separatamente) partono da una base d'asta complessiva attorno al mezzo milione di euro. Un quinto di quanto il Comune chiede, come base d'asta, per la più grande operazione di dismissione immobiliare che dovrebbe concludersi entro la fine dell'anno. Per i 2mila metri quadrati del macello Comunale, infatti, il Comune ha preventivato a bilancio una somma di quasi due milioni e mezzo di euro: la metà (rilanci esclusi) di quanto secondo indiscrezioni accreditate, l'amministrazione conta di ricavare dal piano di dismissioni. Cinque milioni di euro che comprendono il ricavato (per ora presunto) della vendita dell'ex scuola di musica 'Sacerdoti" di via Don Minzoni; della villa Liberty di viale del Lavoro attulmente sede della circoscrizione ovest e dell'Anpi; dell'ex asilo di Oriolo; del vivaio comunale di via Negrotto attualmente affittato a privati; del centro sportivo di strada Frassolo; della struttura del Bar Roma sul piazzale della stazione ferroviaria. Incassi per il momento teorici, ma da aggiungere ai sei milioni di euro già incassati dalla vendita dell'ex hotel Giardino e del mercato coperto di via Don Minzoni. Ma perchè vendere? Da anni la legge impone ai Comuni il rispetto del patto di stabilità per cui non si può investire oltre una certa cifra garantita dalle entrate.BR E in anni in cui le entrate tributare sono stabili mentre le rimesse statali diminuiscono, l'unico modo per garantire entrate è quello di dismettere il patrimonio pubblico inutilizzato.BR Le cifre incassate dalla vendita del patrimonio inutilizzato, cosi, non finanziano direttamente gli investimenti, ma permettono al Comune di accendere i mutui necessari a finanziare i cantieri. Il primo, già messo a bilancio, è quello da due milioni di euro per riaprire entro la fine del 2010 il teatro Sociale.BR