Si sente male sul treno, muore a 31 anni

b PONTECURONE./bb Stava venendo a Voghera dove, da volontaria, aiutava da tempo le famiglie in difficoltà. Non è mai arrivata in via Mentana dove l'attendevano al «Centro di consulenza alla coppia ed alla famiglia»: si è, infatti, sentita male ed è morta, a 31 anni. Una tragedia che si è consumata sul treno sotto gli occhi del controllore che ha tentato invano di rianimarla. Attimi fatali, ieri mattina, sul regionale «20381» proveniente da Tortona e diretto a Voghera. La vittima si chiamava Chiara Brusasco, abitava a Tortona con il marito, apprezzato riparatore di organi da chiesa. Si era laureata da poco in medicina.BR /b Gli ultimi istanti di vita di Chiara, giovane medico che aveva legato la sua vita all'impegno verso gli altri, sono ricostruiti anche grazie alle testimonianze raccolte dai carabinieri di Pontecurone che hanno seguito il caso. Sono le 9,40 di ieri. Chiara Brusasco arriva alla stazione di Tortona: deve prendere il regionale per Voghera, dove l'aspettano al «Centro di consulenza alla coppia e alla famiglia» di via Mentana, istituzione voluta dal vescovo di Tortona, Martino Canessa. Doveva essere per lei, dopo il tirocinio, il primo giorno di attività di segreteria, a dialogare con persone in crisi familiare. Cosi si spiega il viaggio in treno da Tortona a Voghera. Il giovane medico non fa in tempo ad acquistare il biglietto in stazione. Raggiunge cosi il binario, dove il convoglio sta partendo. Prima di salire, avvisa il capotreno chiedendogli di emettere un biglietto per Voghera. Il convoglio lascia la stazione di Tortona. Passano pochi minuti e il capotreno si dirige nello scompartimento in cui si trova Chiara Brusasco. Non fa in tempo a consegnarle il biglietto, perché Chiara, che si era alzata per prendere i soldi dal portafoglio, cade improvvisamente al suolo. Il capotreno si rende conto della gravità del malore, cerca di rianimarla. Nel frattempo viene dato l'allarme e, quando il convoglio arriva alla stazione di Pontecurone, in zona si trovano già i primi soccorsi. L'elicottero del 118 atterra sul piazzale accanto alla stazione ferroviaria: un medico ed un infermiere raggiungono lo scompartimento in cui si trova la donna e le praticano un massaggio cardiaco, ma è tutto inutile. Il cuore di Chiara Brusasco ha cessato di battere per sempre. Nel frattempo i carabinieri di Pontecurone, insieme alla Polizia ferroviaria di Tortona, provvedono a far scendere dal convoglio tutti i passeggeri. Intervengono anche i vigili urbani del paese. Il medico legale, giunto sul posto, accerta che il decesso di Chiara Brusasco è stato causato da arresto cardiaco, probabilmente un infarto. Il corpo della tortonese viene cosi trasportato alla camera mortuaria di Tortona. I viaggiatori vengono fatti risalire sul treno che riparte circa 80 minuti dopo questa tragedia che ha gettato nel dolore i familiari e nella commozione le tante persone che hanno apprezzato l'attività di volontariato di Chiara. La ragazza era sposata: abitava con il marito Sergio Castagnaro in un appartamento in via Ugone Visconti 7, nel quartiere di Porta Voghera. Si era laureata da poco in medicina, ma non esercitava ancora la professione. Aiutava il marito nella gestione di un laboratorio di riparazione di strumenti musicali, sulla statale per Voghera. Sergio Castagnaro è, infatti, conosciutissimo in tutta la diocesi per la sua capacità di riparare gli organi. Prima di sposarsi, la sfortunata Chiara, che era figlia unica, abitava con i genitori in via Pepe, a Tortona. Da bambina aveva subito un intervento per una malformazione cardiaca. Resta da capire se c'è una connessione con la crisi fatale. (a.b.)BR