Italia-Bielorussia Bloccate le adozioni
bROMA./b Si complicano i rapporti tra Italia e Bielorussia in materia di adozioni, un dramma che riguarda 400 famiglie il cui iter per accogliere un nuovo figlio è rimasto bloccato. E' di ieri una dura lettera del ministro della Famiglia Rosy Bindi, che in qualità di presidente della Commissione Adozioni Internazionali (Cai) ha scritto una lettera al ministro dell'Istruzione Pubblica della Bielorussia, Aleksandr Mikhailovich Radkov, per lamentare la mancanza di un'effettiva volontà di collaborazione da parte bielorussa in merito all'attuazione del Protocollo sulle adozioni sottoscritto con Minsk il 22 marzo 2007. La Cai, ha spiegato Bindi, ha perciò chiesto agli enti di non accettare più nuovi incarichi relativi ad adozioni di bambini bielorussi. Un ulteriore passo indietro rispetto al protocollo che, tra l'altro, aveva chiarito la distinzione tra le adozioni vere e proprie e i cosiddetti «soggiorni terapeutici» che da anni i «figli di Cernobyl» fanno in Italia e in altri paesi europei. Soggiorni (che coinvolgono circa 30 mila bambini all'anno) che erano stati al centro della prima crisi tra Italia e Bielorussia, avvenuta nel 2006, quando una coppia di Cogoleto (Genova) Chiara Bornacin e Alessandro Giusti aveva nascosto per 20 giorni una bambina bielorussa di 10 anni, Vika, a loro affidata da anni per i periodi estivi.BR