Pistorius: «Io farò i Giochi»
bMILANO./bb Allegro e ottimista, come sempre. Ma Oscar Pistorius, adesso, ha un motivo in più per essere sorridente: il Tas di Losanna esaminerà il suo appello contro il divieto della Federazione mondiale di atletica di gareggiare con i normodotati il 29 e 30 aprile, in tempo utile quindi per partecipare alle Olimpiadi di Pechino. Per questo l'atleta sudafricano che corre grazie a particolari protesi in fibra di carbonio arriva a Milano per ricevere il sigillo della città dal sindaco Letizia Moratti convinto che, prima o poi, realizzerà il suo sogno di correre i 400 metri ai giochi olimpici.BR /b «In fondo al mio cuore, penso che ce la farò, a Pechino o a Londra nel 2012», spiega Pistorius. Dopo la risposta negativa dall'Iaaf, adesso ha intenzione di continuare a lottare per un diritto che il Tas potrebbe riconoscere a lui, ma non solo: garantire ai disabili l'accesso a tutte le competizioni dei normodotati. Quello di Pistorius è «un tentativo sincero e onesto», come ripete più volte. «Onesto» è infatti il suo aggettivo più usato, per ribadire che le sue protesi non gli garantiscono alcun vantaggio, come cercherà di dimostrare a Losanna con nuovi test scientifici. Se la sentenza sarà a suo favore, dovrà poi migliorare il suo record personale di 46"34 nei 400 metri per ottenere il tempo di qualificazione per Pechino. Al momento, non ci sono atleti sudafricani qualificati e quindi gli potrebbe bastare scendere al limite B di 45"95: «Sono soddisfatto dei miei allenamenti e mi diverto, anche se non è rimasto tanto tempo fino alle Olimpiadi e non è facile competere con gli altri atleti. Ma sono ottimista». Nella sua battaglia, Oscar Pistorius ha guadagnato il sostegno non soltanto del Sud Africa e della Gran Bretagna, ma anche dell'Italia. «Sono molto grato della reazione degli italiani - afferma - non me la aspettavo e considero il loro meraviglioso supporto importante, li ringrazio tutti». E parlando di Pechino, non può mancare il suo parere sull'eventuale boicottaggio di qualche paese: «I politici non devono interferire nello sport. Il clima negativo che si sta creando, ha un grande impatto su tutti gli atleti. Le Olimpiadi sono una grande opportunità per gli atleti che si preparano da 4 anni per questo evento e devono unire e non dividere la gente».BR