La Fed: verso la recessione L'Fmi: crisi peggiore dal 1929
b ROMA. /bPer la prima volta il presidente della Fed, Ben Bernanke, considera possibile una recessione negli Usa, mentre il Fmi definisce la crisi finanziaria attuale la peggiore dai tempi della Grande Depressione. Parlando al Congresso, il numero uno della banca centrale non usa la parola recessione, ma lancia una previsione molto allarmante sull'economia americana, sostenendo che la crescita è molto lenta e potrebbe «contrarsi leggermente» nei primi sei mesi del 2008. Per la seconda parte dell'anno pronostica una ripresa. «Ci aspettiamo - dice - che l'economia si rafforzi nel secondo trimestre», in parte grazie agli stimoli dei bassi tassi e degli sgravi fiscali, in parte per il miglioramento dei comparti finanziario e immobiliare. Bernanke difende poi la politica monetaria della Fed e giustifica l'intervento su Bear Sears sostenendo che ha evitato una grave crisi finanziaria. «Un improvviso fallimento - spiega - avrebbe portato una caotica catena di contraccolpi sul mercato e scosso la fiducia. Il danno avrebbe sconfinato nell'economia reale». Il Fondo monetario internazionale sostiene che c'è una possibilità su quattro, il 25%, che si scateni una recessione mondiale. L'Fmi taglia le sue stime sulla crescita negli Usa, che sarà solo dello 0,5% e nel 2009 prossimo dello 0,6%. Per l'Europa un incremento del Pil pari all'1,3% nel 2008.BR