Erba, testi e periti inchiodano Olindo
b COMO. /bAlla vigilia della lunga pausa, in attesa della decisione della Cassazione sulla richiesta di trasferimento del processo per la strage di Erba (Como), la difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi incassa un duro colpo. Gli avvocati avevano puntato molto sulle presunte incertezze del sopravvissuto Mario Frigerio nel riconoscere l'ex netturbino come suo aggressore l'11 dicembre del 2006, sostenendo che avesse indicato un uomo con caratteristiche diverse rispetto a Olindo nel colloquio con i pm di quattro giorni dopo l'eccidio. Il file audio di quel colloquio, però, ascoltato dai giudici stessi in una sorta di superperizia lascia pochi dubbi. «Io l'ho visto, ho capito perchè era l'Olindo, l'ho visto benissimo, era l'Olindo» si è sentito distintamente quando il file è stato diffuso in aula. Il che significa che già nella sua prima deposizione, quando Frigerio si stava riprendendo lentamente dalla profonda ferita alla gola, aveva riconosciuto Olindo in colui che l'aveva gettato a terra sulla soglia dell'appartamento di Raffaella Castagna e aveva poi cercato di sgozzarlo. Che questo dato metta in non poca difficoltà i difensori è ammesso da loro stessi: «E' inutile che ci giriamo intorno - ha commentato Enzo Pacia - Io non ho sentito bene, ma, se fosse cosi, sarebbe una circostanza nuova e importante». «Chiarissimo», invece, il file audio per Roberto Tropenscovino, l'avvocato di parte civile del marito e padre di due delle vittima, Azouz Marzouk. «Direi che si commenta da solo - ha spiegato il legale - e dimostra incontrovertibilmente le responsabilità degli imputati, che noi non abbiamo mai messo in dubbio». Il processo ricomincerà il prossimo 28 maggio, ma, se la Suprema corte non avrà ancora deciso sull'istanza di rimessione ad altra sede del processo presentata dalla difesa, il pm Massimo Astori dovrà attendere ancora per poter cominciare la sua requisitoria perchè ci sarà un altro rinvio. Ieri l'accusa ha ottenuto l'acquisizione di una consulenza psichiatrica su Olindo e Rosa, basata su una novantina di colloqui che gli imputati ebbero in carcere con gli psichiatri. Un modo per ovviare a una perizia mai chiesta dalla difesa anche se più volte annunciata.BR