«La rottura è un grave errore»

b ROMA. /bbSi mette male. Lo sostiene anche Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, che a proposito del ritiro di Air France, sostiene che è stata chiusa «di fatto, la possibilità di trovare un'intesa». Insomma «è una sconfitta per il paese». Il leader confederale difende almeno in parte il piano dei sindacati. Ma da Romano Prodi arriva una bocciatura: «Rompere è stato un grave errore, perchè la prospettiva era seria e concreta. I sindacati se ne devono assumere la responsabilità». E poi aggiunge: «Tutte le ipotesi, tutte le idee di fantomatiche cordate e di proposte di novità, se c'erano, ora saltino fuori».BR /b Secondo Epifani, tra le incertezze presentate dal piano Air France, c'è la mancata indicazione delle risorse per il rilancio ed è «inaccettabile il livello degli esuberi senza alcuna garanzia per l'area AZ servizi e per il futuro dei suoi dipendenti». Anche Luigi Angeletti ha commentato l'abbandono del tavolo delle trattative con i sindacati su Alitalia come qualcosa che era «prevedibile e da temere». «Avevamo proposto il rinvio per evitare il bivio tra bere e rompere» ha commentato il segretario della Uil.BR Raffaele Bonanni, segretario Cisl, ha chiesto l'intervento del governo per riportare al tavolo delle trattative i francesi. E nonostante la sinistra non abbia mai creduto alle grandi manovre di Berlusconi per fare una cordata di imprenditori italiani alternativa a quella di Air France, ora chiede, come fa il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero (Prc) che si «renda pubblica la consistenza della cordata italiana». Se il ministro degli Esteri Massimo D'Alema chiede che si recuperi «il dialogo, negli interessi dei lavoratori», da parte del Pdl c'è quasi entusiasmo sia perché sarebbe fallita l'ultima «manovra» del governo Prodi, sia perché si aprirebbero possibilità per le fantomatiche cordate italiane. Ma Walter Veltroni ha ammonito: «Cessino immediatamente le interferenze elettorali, lasciando agli organi istituzionali il compito di trovare la soluzione migliore».BR Per Umberto Bossi la questione Alitalia sarà la prima ad essere affrontata dal prossimo governo di centrodestra: «Alitalia è un grosso problema ereditato dal passato. Berlusconi spera di convincere gli imprenditori ad acquisirla, credo però che per gli imprenditori ci sia poco da guadagnare». Secondo Roberto Calderoli, il fallimento della trattativa che avrebbe avuto «come agnello sacrificale Malpensa» vuol dire il fallimento di «tutti quelli che hanno sostenuto la trattativa, a cominciare da Padoa-Schioppa che dovrebbe dimettersi subito». Secondo Maurizio Lupi (Fi) «il governo ora deve procedere con un prestito-ponte e deve dare una possibilità concreta alla costituzione di una nuova cordata di imprenditori in grado di realizzare un vero piano industriale per la compagnia di bandiera». Roberto Maroni sostiene che «l'abbandono della trattativa da parte di Air France è molto positiva perché il suo piano non era una risposta positiva né per Alitalia né per Malpensa». (a.f.)BR