Il pm: «Processate Giraudo e Capello»
bROMA./bb Il caso Gea, ossia il presunto giro di minacce dietro l'acquisizione delle procure dei calciatori, rischia di travolgere anche Fabio Capello, attuale commissario tecnico della nazionale inglese, e Antonio Giraudo, ex amministratore delegato della Juventus. Troppo reticenti, per il pm Luca Palamara, sono apparse le dichiarazioni che hanno fatto ieri ai giudici del tribunale di Roma.BR /b A Roma i magistrati stanno processando Luciano Moggi, il figlio Alessandro ed altri quattro imputati. Il pm, al termine dell'udienza, ha chiesto al collegio presieduto da Luigi Fiasconaro la trasmissione dei verbali delle due audizioni al fine di procedere per falsa testimonianza. I nominativi di Capello e di Giraudo saranno quindi iscritti nel registro degli indagati non appena la documentazione sarà sul tavolo del pm. Il magistrato ha motivato la sua decisione, per quanto riguarda l'ex allenatore di Juventus e Roma, con il suo trincerarsi dietro i «non ricordo» e «non so» e, circa Giraudo, con «le difformità delle sue dichiarazioni in merito alle modalità di rinnovo del contratto di David Trezeguet» nel 2004 rispetto a quanto dichiarato dall'attaccante bianconero in una precedente udienza. Per Palamara ieri si è assistito «ad un convitato di pietra fatto di reticenze». «In questa sede - ha aggiunto - chi è chiamato a testimoniare è obbligato a dire la verità per evitare che si faccia riferimento ai tam-tam e ai non ricordo».BR Capello aveva detto di non aver mai avuto notizie di pressioni sui calciatori in materia di procure e di stipula di contratti. Dichiarazioni diverse, per il pm, rispetto a quelle fatte alcuni anni fa in un'intervista e nelle quali faceva riferimento alla Gea ed al monopolio che esercitava sulle procure sportive.BR Giraudo ha invece detto che sulla Gea «si era creata un'invidia ingiustificata» tanto che suggeri ad Alessandro Moggi di fare il direttore sportivo. Poi, parlando del contratto di David Trezeguet ha detto che l'intenzione del club era di cederlo a fronte delle esose richieste del calciatore, cinque milioni di euro, ma che fu rinnovato su richiesta di Capello. Il testimone ha inoltre aggiunto che era prassi della società bianconera pagare le provvigioni ad intermediari e procuratori dei calciatori acquistati ed ha ricordato che nella trattativa per che portò il giallorosso Emerson alla Juventus nel 2004 intervenne anche l'allora sindaco di Roma Walter Veltroni.BR La richiesta dei verbali è stata estesa anche alle dichiarazioni di Franco Baldini, ex ds della Roma ed ora manager della nazionale inglese. Il testimone, infatti, ha parlato di altri procuratori sportivi, oltre a quelli della Gea, che avrebbero esercitato pressioni sui calciatori per acquisirne le procure. Da qui la necessità di un approfondimento. Proprio Baldini, in udienza, aveva definito Luciano Moggi «il punto di riferimento della Gea, il dato fondante su cui poggiavano gli altri colleghi». Dopo aver ribadito che a suo parere negli anni in cui operava la Gea esisteva un «conflitto di interessi» nel mondo del calcio rappresentato dagli intrecci di mercato che si verificavano per i legami di parentela tra responsabili di club e procuratori di giocatori, Baldini ha avuto anche uno screzio con lo stesso Luciano Moggi.BR